Recensioni

Varius Artists – Pluviose

Claudio Donatelli

è un ambizioso progetto perché riunisce, in quasi un’ora di musica, diversi artisti provenienti da varie parti del Mondo, tutti pronti a condividere lo stesso umore musicale

Con l’arrivo dell’inverno non potevamo farci sfuggire una pubblicazione che è un omaggio alla pioggia. Pluviose è il disco che è stato appena rilasciato dalla nuovo Label Seashell Records di base a Palermo e Berlino. Cosa unisce artisticamente queste due bellissime città? Apparentemente niente ma i fondatori di Seashell, Claudio Cataldi e Federico Ghersi, vivono in queste città e sono legati da una viscerale passione per quella musica fatta di atmosfere minimali, intimiste, che dipingono sonorità capaci di scaldare giornate fredde e scure. Pluviose è un ambizioso progetto perché riunisce, in quasi un’ora di musica, diversi artisti provenienti da varie parti del Mondo, tutti pronti a condividere lo stesso umore musicale. Altra particolarità che la Seashell ci tiene a promuovere sta nella scelta del supporto. Questa pubblicazione, come tutte le future, sono fruibili in formato digitale o su cassetta in versione limitata. Musica che scorre su un nastro, operazione vintage o provocazione artistica?
La scelta stilistica dà un senso di omogeneità a quest’opera così ampia, offre coordinate ben precise agli ascoltatori che non amano musica chiusa tra confini geografici.
La compilation è impregnata di musica folk, suonata con strumenti tradizionali come chitarre, violini, fiati. Ma non mancano contaminazioni ed incursioni nella musica elettronica dove pc e synth contribuiscono a creare quel tappeto sonoro capace di illuminare paesaggi e stanze buie.
Tutti gli artisti meriterebbero un lungo approfondimento, in quanto hanno alle spalle una storia musicale degna di nota.
Ci piace citare il collettivo internazionale Chewing Magnetic Tape che in Sweet Thing crea un mantra chitarristico ripetitivo, cupo. Ma l’oscurità è anche divertimento, come ci mostrano i Ghostlight, progetto di musica elettronica dal Giappone. Spiccano anche gli italiani Novanta, psichedelici, minimali, che con chitarra e pochi altri marchingegni invadono i nostri sogni. Gyron V sono autori di un folk surreale, attivi dal 2003, producono registrazioni casalinghe, dolci storie scandinave suonate con arrangiamenti dalla tradizione classica.
Una pubblicazione che va approfondita in fretta, cioè prima che il cupo inverno lasci spazio ai caldi raggi di sole estivo.

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