Sound&Vision

Niccolò Fabi @ Teatro degli Arcimboldi

Scritto da Gigi Fratus

Questa sera diventa uno di quei Milioni di Giorni da custodire nel cuore e nell’anima

Licenziate le prime due date del nuovo tour Niccolò Fabi torna in Lombardia per due tappe che nel giro di un paio di giorni lo vedranno in scena nel capoluogo lombardo prima a Milano e poi a Brescia.
Palco e luci minimal, Nicc si presenta sulle assi del teatro per un primo saluto.  una consuetudine la sua, lo fa sempre prima di ogni spettacolo e questo è uno degli aspetti che la Famiglia allargata di Fabi apprezza da sempre. Si presenta a mani vuote, disarmato, e, con la solita gentilezza ci apre il suo mondo. Parla del suo essere in apprensione per lo spettacolo che, di li a poco, verrà. Si sincera che tutti siano comodi e che si possa, per un paio d’ore, mettere da parte la quotidianità e, tramite la sua musica, che, sottolinea, è anche e soprattutto la nostra (ebbene si, mi ci metto io pure nella Famiglia), ed entrare in empatia con lui ed aiutarlo a dare il meglio di sé.
Quindi si congeda giungendo le mani a dire grazie e dopo qualche attimo ritorna, questa volta armato della sua fedele chitarra, davanti a noi e… questa sera diventa uno di quei Milioni di Giorni da custodire nel cuore e nell’anima. Un concerto di Niccolò è come il suo palco. Una somma di piccole cose: una chitarra, una tastiera, un microfono, un cerchio di luce che, semplicemente, indica i confini, aperti, del proprio mondo. Del proprio io. Quello più profondo. Quello più difficile da scardinare. Quello che si dona solo a chi riesce a comprenderti fino in fondo.
Le sue canzoni, che diventano anche il nostro mondo. La bellezza alla fine sta nelle cose semplici. E’ (o) non Ë, semplicemente, Ora e qui. Rispolvera brani finiti, per qualche giusto motivo interiore, nel dimenticatoio delle passate scalette, insieme a brani più recenti e condivisibili ancora una volta. E condividere, cose, pensieri, emozioni è quanto Fabi riesce a fare al meglio. Si immedesima, non coltivando solamente il proprio orticello, ma portando semi di speranza quando canta Io sono l’altro, indicando la Via suprema per essere umani. Si scompiglia gli oramai, dice, brizzolati Capelli e si porta Lontano da me da sé, per guardarsi, osservarsi, da quella terapeutica distanza che riesce a metterci a fuoco al meglio. E agire di conseguenza essendo consapevoli sia del proprio che dell’altrui valore.

…perché alla giusta distanza la vista migliora
allontanarsi é conoscersi
Io sto bene quando sto lontano da me
Io sto bene quando sto lontano da me
io sto bene quando sto lontano da me 

Termina qui, la prima parte dello spettacolo, quella forse più intima, più diretta, non tanto per la scelta dei brani proposti quanto per l’essersi esposto, solo, davanti al proprio pubblico. Nicc, una chitarra, una tastiera, un microfono, e tutta la sua umanità.
Si spengono le luci, rumori di sottofondo, suoni disordinati che giungono del palco buio…E’ l’Orchestra Notturna Clandestina guidata dal Maestro Enrico Melozzi, che si accomoda sul proscenio.
E lo spettacolo ricomincia perché mai fermarsi, bisogna Andare oltre;

…Tu mi perdonerai mai?
sÏ che mi perdonerai
e io mi perdonerò mai?
sÏ che mi perdonerò

Questo è l’insegnamento, anche nei momenti più tristi L’Uomo che rimane al buio deve proseguire, trovare nuova linfa vitale A prescindere da me, perché siamo molto più forti di quanto non crediamo:

Non è finita, non è finita
Nonostante tutto il male non è finita
Fino a quando ho una memoria ed una prospettiva
A prescindere dal tempo
A prescindere da tutto
A prescindere da me 

Questa seconda parte orchestrale ha in sé qualcosa di meravigliosamente magico, gli archi donano una nuova veste ai brani della discografia di Fabi. Gli arrangiamenti, ricchi, ma mai fini a se stessi caricano di ulteriore pathos la set list Ha perso la città, Solo un uomo, Al di fuori dell’amore, Filosofia Agricola, Una mano sugli occhi… assumono uno spessore musicale di assoluto rilievo. La voce di Niccolò fa il resto, la sua gestualità pure.
Si viaggia verso il finale a vele spiegate, occhi lucidi in platea e voce rotta dall’emozione sul palco mentre le prime note, i primi accordi ci ricordano che l’importante nel nostro percorso è Costruire:

Nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire Ë sapere
Ë potere rinunciare
alla perfezione 

Costruire sì, costruire… magari grazie ad Una buona Idea magari prima di incontrarsi, ascoltarsi e poi, magari, Lasciarsi un giorno a Roma, ma con la certezza di ritrovarsi ancora e ancora e ancora…

…Abbiamo due soluzioni
Un bell’asteroide e si riparte da zero
O una somma di piccole cose

Grazie a Paola Cuniberti e Tatiana Lo Faro per la disponibilità e grande cortesia.

18.04.2023.
Niccolò Fabi – Meno Per Meno Tour 2023
Teatro degli Arcimboldi, Milano

https://www.facebook.com/niccolofabimusic

About the author

Gigi Fratus

Nato a Seriate (Bg) nel 1969, due grandi Amori, mio figlio Mattia e la mia Morgana, un’Aprilia RSV del 2003.

error: Sorry!! This Content is Protected !!

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Con questo sito acconsenti all’uso dei cookie, necessari per una migliore navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai su https://www.sound36.com/cookie-policy/

Chiudi