Sound&Vision

Mi Manchi @ Miami Festival

Scritto da Alessandro Ceci

Un pubblico disciplinato ma appassionato, un’organizzazione impeccabile e giovani artisti veramente interessanti sono stati gli ingredienti per un ritorno a qualcosa che ci eravamo un po’ disabituati a vivere

Il MIAMI è vivo! Evviva il Miami! Col nome di “Mi Manchi” quello andato in scena il 4,5,6 giugno è stato un vero e proprio aperitivo di musica nuova e giovane che fa da apripista al “Miami Festival” il quale, abitualmente svoltosi in prossimità dell’estate, è slittato al 17 Settembre a causa del perdurare dell’emergenza pandemica. Proprio per questo la kermesse conclusasi ieri sera ha assunto un valore quasi “propedeutico” verso il ritorno alla socialità, alla condivisione, alla musica intesa come momento “live”.
Un pubblico disciplinato ma appassionato, un’organizzazione impeccabile e giovani artisti veramente interessanti sono stati gli ingredienti per un ritorno a qualcosa che ci eravamo un po’ disabituati a vivere. Alla fine fa persino sorridere che laddove non sia stato il Covid ad interferire, sia stato un nubifragio a farlo; ma il rito di “ritorno” si era gran parte compiuto, nonostante l’headliner Emma Nolde non abbia potuto esibirsi causa appunto dell’anticipata sospensione per maltempo.
Sul palco ha aperto Paolo Schiamazzi, solista (ma anche solitario) con la sua tastiera, a raccontarci il suo amore, un po’ leopardiano, per la natura e l’attenzione per le piccole cose quotidiane. A seguire Vipera, una “liturgia” musicale graffiante, sospesa tra teatro tragico greco, bicchieri che “suonano” e musica rock. Dunia ed Elia, alias Laguna Bollente, nome che mai poteva essere più azzeccato, hanno poi portato sul palco la loro critica sociale, acida e disillusa, che poggia su avvolgenti giri di basso.
E’ stata poi la volta di Bais (Luca Zambelli), che ha portato in scena un pop diretto, un po’ malinconico ma mai non scontato, supportato, nella serata di domenica, da tastiere, basso, batteria, chitarra e tromba. A chiudere la serata, loro malgrado, gli Studio Murena, inclassificabili, sì, ma non sicuramente come “voto”, ma come genere. Tra strofe rap e sonorità jazz è stato proprio il frontman MC Carma a ricordare dal palco la loro trasversalità, in uno spettacolo che profuma di nuovo e che è stato capace di un grande impatto sul pubblico. Quello che è venuto dopo, come già detto, è stata la pioggia, inesorabilmente forte, ed è stato così che, come previsto da piano di emergenza del Circolo Magnolia, l’evento è stato sospeso. Il MIAMI però ha avuto luogo e di ciò ci possiamo senz’altro rallegrare. Viva il MIAMI!

Un ringraziamento particolare va a Carlo Pastore, alla redazione di Rockit ed anche al personale del festival, dai volontari alla Security.

Fotografie e articolo di Alessandro Ceci

About the author

Alessandro Ceci

Nato nell'Oltrepò pavese, a Voghera, il 28 giugno 1977. Origini parmigiane. Nella vita educatore e conduttore di gruppo. Qui per conciliare la passione per la fotografia e per il rock. Tifoso della Juventus e amante dei gatti.

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