Recensioni

Giardini di Mirò – Good Luck

Claudio Donatelli

Un messaggio di augurio che i GDM lanciano ai propri ascoltatori, un messaggio pieno di ottimismo, detto con un sorriso accennato del viso

Da un piccolo paese vicino Reggio Emilia proviene la band dei Giardini di Mirò. Si sono formati nel lontano 1995 dopo un’amicizia nata tra i corridoi universitari, tra una lezione e l’altra, dove il rock underground poteva essere l’argomento più interessante della giornata. Nel 1998 esordiscono ufficialmente dal vivo con il primo concerto e da quel momento sarà un continuo e lungo viaggio tra le pagine della musica, scritta e suonata, prima di tutto per amore. La band ha ovviamente vissuto alcuni cambi di formazione, infatti uno dei fondatori storici Giuseppe Comuncoli ha lasciato le scene, ed oggi è un noto fumettista.
I Giardini di Mirò hanno collezionato ben 5 dischi e una miriade di Ep, remix e collaborazioni importanti (Sara Lov, Apparat, Alessandro Raina, Paul Anderson). In tutto questo lavoro la band italiana ha saputo rinnovarsi, sperimentare, cambiare. Così se si vuole conoscere il loro percorso artistico bisogna passare per la musicalità di Rise and Fall Academic Drifting (2001), per le linee vocali di Dividing Opinions (2007), per la sperimentazione elettronica di NATO.
L’ultima pubblicazione della band di Jukka e compagnia risale proprio a questi giorni e si chiama Good Luck. Un messaggio di augurio che i GDM lanciano ai propri ascoltatori, un messaggio pieno di ottimismo, detto con un sorriso accennato del viso. Con queste nuove 8 canzoni il gruppo mette nel piatto tutta l’esperienza maturata negli anni, tutte quelle idee che hanno reso efficace il loro linguaggio, tutte le anime che ci hanno mostrato nelle loro pubblicazioni.
Le ballate malinconiche e indolenti non mancano e sono presenti in tutto il disco, le voci sono più mature e ben scandite, sono messe in risalto con maggiore cura nella scrittura. Tra le migliori ascoltiamo Rome, alterna decise impennate strumentali, ben governate, a intime e dolci linee vocali. Riff ripetitivi e ossessivi, rock matematico che pulsa passionalità.
L’altra faccia della medaglia sono canzoni melodicamente aperte, di ampio respiro melodico, di coralità strumentale, di chitarre raddoppiate. Good Luck e Time On Time sono tra queste, sembrano raccontare con le note la vita adulta, i sentimenti, le passioni di quella gioventù sonica che tanto è piaciuta loro e che ha dato loro quella spinta in più a salire su un palco.
Oggi i Giardini di Mirò sono un buon gruppo di rock internazionale, e Good Luck è il disco che testimonia la loro perfetta forma artistica. Tante idee fresche, oneste, suonate magistralmente.

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