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ESODO, AL TEATRO VITTORIA TORNA IN SCENA SIMONE CRISTICCHI

Claudia Leone
Scritto da Claudia Leone

“Una pagina strappata nel libro della nostra storia”, Simone Cristicchi ci racconte le foibe

Che cosa furono i massacri delle foibe? A quanto ammontano le vittime e
i deportati di quello che è stato uno dei più brutali e drammatici eccidi
del Novecento?
A loro, alle migliaia di cittadini giuliani, fiumani e dalmati, che furono
costretti a lasciare le loro terre di origine per scampare al genocidio, è
dedicato “Esodo”, lo spettacolo di e con Simone Cristicchi, in scena al
Teatro Vittoria fino a domenica 8 marzo.
“Una pagina strappata nel libro della nostra storia” intona sul palco il
cantautore, scrittore e attore romano mentre ci racconta, con parole,
immagini e canzoni, questa complessa e sofferta vicenda ai più
sconosciuta sulla quale, vuoi per opportunità diplomatica vuoi per
strategia politica, è calato per decenni il velo dell’oscurità.
Come l’omonimo libro della Bibbia, Esodo è uno spettacolo intriso di
spiritualità che va oltre il fatto storico per farci toccare con mano le
paure, le insicurezze e il dolore di quelle circa 300.000 persone che si
sono lasciate alle spalle case, città, radici. Forzati ad emigrare, molti di
loro stipavano le proprie cose – mobili, fotografie, stoviglie e giocattoli –
nel Magazzino N. 18 nel porto vecchio di Trieste. Eppure, il palco del
Teatro Vittoria è vuoto, non c’è che una scarna scenografia: non è,
infatti, compito degli oggetti testimoniare le vite interrotte di intere
popolazioni, ma è nostro. Di ognuno di noi.
Non ci sarà mai un’equa indennità per quello che è accaduto, ci
ammonisce Cristicchi, ma raccontare ciò che è stato significa restituire
al popolo istriano la propria identità e dignità. Significa, cioè, ricucire
quel filo spezzato che lega indissolubilmente ogni esule alla sua terra
natia e al suo passato, colmando quel profondo senso di vuoto che tutti
noi possiamo sperimentare quando ci troviamo ad affrontare un distacco.
“Nessuna separazione è definitiva finchè esiste il ricordo”, ha scritto una
volta la grande scrittrice cilena Isabel Allende. E, in fondo, è proprio così:
se c’è una misura efficace per esorcizzare il dolore, questa è
indubbiamente la memoria.

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