Recensioni

Virtual Time – Pictures

Gigi Fratus
Scritto da Gigi Fratus

Per gli amanti e per i nostalgici degli anni settanta è un disco perfetto

Attivi dal 2013 i Virtual Time sono una band che ben si districa nei meandri dell’Hard-Rock classico con qualche divagazione psichedelica. Che il combo veneto, precisamente di Bassano del Grappa, abbia bene in mente cosa proporre al proprio pubblico è indubitabile, ma, forse, la matrice Zeppelliniana è un po’ troppo marcata. I riferimenti sono un vero marchio a fuoco impresso sulla pelle, troppo per definire la band come portatrice di un nuovo messaggio musicale. Sia ben chiaro, ciò che i Virtual Time propongono è di ottima fattura, ma i rimandi ai 70th’s non rendono merito, da un certo punto di vista, alla qualità, molto alta, della loro proposta. Pictures raccoglie il meglio dei primi tre capitoli di una pentalogia iniziata nel 2018 con From roots to a folder sky e conclusasi con la pubblicazione di un live pochi mesi fa. E’ da pochi giorni disponibile Pictures una sorta di sunto della pentalogia di cui sopra. La novità è che questa ultima fatica è commercializzata solo nella versione in vinile.
I brani scelti sono tutti di buona fattura e fanno capire in maniera forte e chiara quello che i Virtual Time hanno da proporre. Tra le proposte migliori cito Charmed che pare uscire direttamente da un songbook degli Zeppelin, The adventures of funky boy che parte subito con un attacco sparato a mille grazie alla batteria ed ai suoni distorti della chitarra e con una parte centrale che, seppur breve, dona respiro ed un tocco di psichedelia per poi riprendere il ritmo serrato che ci condurrà verso il finale. Altro pezzo notevole è Nowhere land dove si possono percepire tutte le influenze che caratterizzano la band.
Un disco che, per gli amanti, o per i nostalgici, degli anni settanta puo’ certamente aiutare a ricordare i fasti di quel decennio dorato della musica rock.

About the author

Gigi Fratus

Gigi Fratus

Nato a Seriate (Bg) nel 1969, due grandi Amori, mio figlio Mattia e la mia Morgana, un’Aprilia RSV del 2003.

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