Recensioni

Threestepstotheocean – “Del Fuoco”

Giovanni Panebianco

Eclettico quartetto alla spasmodica ricerca della sperimentazione meno vincolante possibile dagli stereotipi del genere, e lo fa con una musica prevalentemente strumentale

Originari di Milano, i Threestepstotheocean ci presentano Del Fuoco, il loro quinto disco, edito dalla Antigony Records, un’etichetta con un occhio sempre attento e vigile, che punta moltissimo sul versante Post-Rock.
Non fa eccezione questo eclettico quartetto, alla spasmodica ricerca della sperimentazione meno vincolante possibile dagli stereotipi del genere, e lo fa con una musica prevalentemente strumentale, opprimente non per la pesantezza dei riff, ma per come sa gestire al meglio un’atmosfera sempre tesa che non accusa alcun calo di tensione.
Il loop delle campane di “Canto Ai Vivi” è un grido di allarme, una richiesta disturbante affinché ci si prepari a guardare dietro la porta che conduce a “Dal Deserto”, una lunga traversata che mette alla prova la nostra ansia.
I ritmi tribali di “Fiori Immortali” non si smorzano nemmeno quando vengono intaccati dalle sferzate della chitarra, che dà al pezzo sicuramente una marcia in più.
“Profezie Dalle Rovine” è una delle canzoni con un respiro maggiormente heavy, dove si ha l’impressione che da un momento all’altro possano comparire i Mastodon sull’uscio di quella porta non ancora completamente aperta. Gli attimi di calma asettica permettono al brano di decollare, distaccandosi da ogni influenza Sludge Metal, senza perdere mai di vista la rotta.
Con i suoi otto minuti “Dispersi” è la composizione più lunga dell’album e rappresenta uno snodo importante durante l’ascolto: i controtempi così compatti dettati dalla batteria si defilano al sopraggiungere di una struttura melodica che rallenta fino a seppellire l’andatura, mentre dalle retrovie emerge una voce opacizzata da un megafono.
La delicata “Notte In Pieno Giorno”, coniata da riverberi a non finire e da un pianoforte onirico, si perde nel tornado creato da “Arcangeli Con Le Trombe, Diavoli Coi Tromboni”, un titolo altisonante che mette i sigilli a un disco immerso nel catrame, che annega i nostri sensi, senza possibilità di appiglio.

Threestepstotheocean
Antigony Records

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