Io coi piedi nel mare e soltanto a pensare
Che sembriamo tutti falliti, tutti falliti
Che sembriamo tutti esauriti, tutti falliti
Che sembriamo tutti impauriti, tutti bolliti
Siamo tutti lì coi piedi nel mare con Calcutta a fare i conti con quella sensazione sottile e persistente di essere fuori posto, stanchi, forse un po’ rotti. Perché a volte la vita ha questo suono basso, quasi impercettibile: ti guardi intorno e ti sembra che nessuno sappia davvero dove sta andando, che siamo tutti lì, in equilibrio precario a fingere di avere una direzione.
C’è qualcosa di profondamente umano in questa resa apparente, qualcosa che ci tiene insieme invece di dividerci.
Resistere, allora, non è diventare invincibili, nè smettere di avere paura o trovare una versione perfetta di sé. Resistere è restare con i piedi nel mare, anche quando l’acqua è fredda; È non scappare da quella sensazione di essere “sbagliati”, ma attraversarla fino a scoprire che è condivisa, che è quasi una lingua comune; è continuare a credere che da questa stanchezza possa nascere qualcosa di vero.
Restiamo lì insieme coi piedi nel mare che poi magari qualcosa cambia davvero.
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