La presenza di Alberto Fortis per la prima volta sul palco del Blue Note di Milano rappresenta una sorta di passaggio simbolico. La natura intima e raffinata del noto locale meneghino si sposa, infatti, perfettamente con un artista che ha sempre fatto della parola e dell’intensità espressiva il proprio tratto distintivo.
Nato a Domodossola, Fortis ha costruito il proprio successo partendo dal pianoforte e dalla scrittura fin dall’omonimo album d’esordio del 1979. Nel decennio successivo la sua musica si è mossa con eleganza tra la canzone d’autore e influenze dal respiro più internazionale, dando vita ad arrangiamenti curati – in cui il pianoforte è sempre rimasto centrale – e testi densi di intensità e, a tratti, di pungente ironia. Fortis non ha mai rincorso le mode del momento: una scelta di coerenza che lo ha reso uno dei musicisti più autentici e profondi del panorama italiano. Sono proprio queste le caratteristiche che ce lo fanno apprezzare sin dagli anni ’80, capace di trasformare i suoi racconti musicali in un’esperienza dalla dimensione teatrale e profonda.
Il concerto milanese si è aperto con un momento di grande riflessione: un monologo con cui l’artista ha analizzato la situazione attuale, condividendo con la sala i propri pensieri sulla delicata situazione internazionale e sul valore intrinseco del genere umano e della pace. A seguire, ha preso il via un viaggio attraverso i suoi numerosi successi, accolti da un folto pubblico che ha dimostrato di conoscerli a memoria, desideroso di goderne l’esecuzione dal vivo.
La scaletta si è aperta con “La Grande Grotta”, che utilizza la metafora di uno spazio oscuro come l’anima, invitando l’ascoltatore a entrarvi per un confronto emotivo in cui accettare fragilità e verità nascoste. Si è poi passati all’autenticità di “Ti dirò”, una vera prova di coraggio nel dichiarare i propri sentimenti, fino ad arrivare a “La Nenia del Salvador”, brano in cui il dolore collettivo di un popolo si sublima in una riflessione universale.
Tra le vibrazioni di una “Plastic Mexico” sempre attuale nella sua denuncia di una realtà artificiale e impoverita sul piano umano, si è arrivati a quello che (per chi scrive) ha rappresentato l’apice della serata: “Il Duomo di notte”. Qui, il simbolo di Milano diventa occasione per una contemplazione interiore, amplificata dal silenzio notturno. L’armonia della musica ha raggiunto livelli altissimi in questo frangente, impreziosita da magistrali assoli di pianoforte e chitarra.
Non sono mancati all’appello altri grandi classici come “Fragole infinite”, “Prendimi Fratello”, “Cina” e “Marilyn”; quest’ultima ha visto brillare sul palco la bella voce di Mary Montesano in veste di ospite.
Il live al Blue Note è stata anche l’occasione ideale per presentare il nuovo progetto discografico, “Sentimental City”: un lavoro che contiene otto brani inediti, fra cui spicca “Ricordati di me”, arricchita dalla partecipazione speciale di Moni Ovadia. A conferma della maestria di Fortis nell’uso delle metafore, la setlist ha regalato anche l’emozionante “Settembre”, ritratto agrodolce del ritorno alla realtà dopo la parentesi felice dell’estate. Accattivante e molto apprezzata anche l’interpretazione di “New York State of Mind” di Billy Joel: una dichiarazione d’amore per la metropoli statunitense, che si allinea perfettamente con le influenze internazionali da sempre care all’artista.
Il gran finale, affidato all’immancabile bis, non poteva che essere “Milano e Vincenzo”, cantata a gran voce da tutto il pubblico del Blue Note. Una dimostrazione tangibile e vibrante dell’affetto e del gradimento verso un artista amato e apprezzato, oggi come ieri.
Grazie al Blue Note Milano per la disponibilità e l’accoglienza.
21.04.2026
Alberto Fortis
Blue Note Milano
Alberto Fortis: voice, piano, keyboards, percussions
Franco Cristaldi: bass
Nicola Polidori: drum
Fernando Pantini: guitar
Special Guests:
Amedeo Bianchi: sax
Mary Montesano: voice
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