Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo solo una.
Abbiamo a disposizione l’eternità per non essere e solo un minuto per essere.
Per questo, ciò che più mi offende oggi è la poca importanza che diamo al fatto di essere vivi.
José Mujica (Presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015)
Forse un giorno ci accorgeremo che abbiamo passato troppo tempo a prepararci a vivere. È così che abbiamo rimandato i viaggi, le parole, gli abbracci, abbiamo aspettato il momento giusto, il conto in banca abbastanza pieno e la paura un po’ più piccola, abbiamo scambiato la sicurezza con la felicità, il dovere con il destino, il tempo venduto con il tempo vissuto.
E intanto la vita accadeva.
Accadeva nelle mattine in cui avremmo voluto restare a letto, nelle risate che ci hanno sorpreso, nelle persone che abbiamo amato senza sapere per quanto ancora avremmo potuto farlo. Accadeva mentre eravamo distratti, mentre correvamo per arrivare da qualche parte, senza accorgerci che il posto in cui avremmo dovuto essere era esattamente quello in cui ci trovavamo.
Non siamo mica venuti al mondo per lasciare un inventario di cose accumulate, siamo venuti per sentire il vento sulla faccia, per conoscere il corpo di chi amiamo, per perderci in una strada sconosciuta, per cambiare idea, per sbagliare senza trasformare ogni errore in una condanna, per essere, qualche volta, così felici da dimenticarci di esserlo.
Eppure trattiamo la vita come se fosse una prova generale, come se da qualche parte ci aspettasse una seconda occasione, una replica più fortunata, un altro tempo in cui finalmente potremo permetterci di essere liberi.
Vale quando ci fermiamo e diciamo no a ciò che ci consuma, quando scegliamo una giornata nostra invece di un’altra giornata consegnata alle aspettative del mondo. Perché il tempo non è soltanto ciò che passa, è tutto quello che lasciamo passare senza esserci davvero. Bisogna esserci, dentro quel tempo, con tutto ciò che siamo.
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