Puoi chiamarmi partigiano, bandito oppure illuso, soldato di una guerra persa prima del suo inizio.
Sono la tua coscienza sporca, sono un vecchio contadino, sono l’indio, il mendicante, sono l’ortica nel tuo giardino.
I miei compagni sono già morti o marciscono in prigione, eppure sono ancora qui a gridare al mondo:
«Viva la rivoluzione!».
da Il ballo di Aureliano – Modena City Ramblers
Ci sono persone che la storia chiama sconfitte perché non ha saputo convincerle a smettere di credere. Restano ai margini, diventano ortica nei giardini ordinati del potere, una voce che disturba il sonno di chi ha imparato a convivere con l’ingiustizia. Non sempre vincono, non sempre vengono ricordate, a volte lasciano soltanto un gesto, una fedeltà che attraversa il tempo.
Quando tutto sembra perduto qualcunə continua a non arrendersi, non solo per l’illusione di cambiare il mondo da solə ma perché ci sono cose che non si possono tradire senza perdere una parte di sé.
Restiamo umani in un mondo che ci vorrebbe indifferenti.
– Continua la festa per il trentennale di Certe Notti, in tour Ligabue
– Gli Area Open Project sono una massa critica, una nebulosa, una stella nana che appena ti giri ti abbaglia e se non sei pronto ti stordisce
– Il Rumore del Lutto crea spazi nuovi per riflettere e dialogare, bellissima la serata con Marc Almond
– Georgia Cécile, sonorità tra jazz, soul, e suggestioni urbane
– L’intero incasso del concerto dei Senza far Rumore sarà devoluto in favore del reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale San Giovanni XXIII di Bergamo. Ospite della serata Omar Pedrini
– “Sì, siamo dei provinciali ma spesso in trasferta”, Intervista ai Lowinsky
– Angie ha confermato di essere molto più di una voce da talent
– Francesco Bova: La scrittura è un atto d’amore e quello per Pavese rivive in ogni mia pagina

