Sound&Vision

Ramones @ Castelnuovo Rangone

Gabba Gabba Hey! Dopo 42 sono tornati i Ramones

A distanza di quarantadue anni ritornano i Ramones sul palco, a Castelnuovo Rangone. Era il 14 febbraio del 1980 quando i Ramones misero piede a Reggio Emilia riempiendo il palazzetto facendoci “pogare” per tutto il tempo del concerto. Tre membri della band sono morti nel tempo ma Marky Ramone il batterista, ha deciso di tener alto il mito della più grande punk band mai esistita. I Ramones sono i Ramones – dice Marky prima di iniziare presentando la band tutta ricostruita a modo con il bassista a destra del palco, a sinistra il chitarrista e davanti con l’asta del microfono di solito in mano, la voce pazzesca di Pela, che nasconde, per poco, il palco rialzato dove si trova la batteria di Marky.
Anche le pose sono quelle della formazione originale, ogni qual volta Pela lascia posto alla chitarra si porta indietro allargando le gambe piegandosi in avanti per qualche secondo, sempre con l’asta del microfono in mano. Tutti i brani dei primi due album dei Ramones sono eseguiti senza sosta, uno dietro l’altro scatenando adrenalina pura facendo pogare tutti, proprio come a Reggio Emilia. Erano anni che non mi trovavo in una situazione cosi vera, sudata, a contatto con la gente che si scatena; un tuffo indietro di quarantadue anni velocissimi senza rimpianti, la band è stata fedelissima rispettando ciò che erano i Ramones, con la ritmica di Marky sempre perfettamente martellante nonostante i suoi settanta anni. Un’ora e mezza che sembrava non finire mai con la gioia di sentirsi partecipe insieme alla band sul palco senza distinzioni. Sono passati quarantadue anni ma aver rivissuto questo momento è stato impagabile. Gabba Gabba Hey!

 

Castelnuovo Rangone (Mo) 25 5 2022
Markey Ramone batteria
Pela voce
Puma basso
Carlos Gallo chitarra

 

About the author

Alessandro Ettore Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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