Recensioni

Pinkunoizu – Free Time

Claudio Donatelli

Musica colta che gioca con il potere visionario della bassa fedeltà, che spinge in alto lo spirito di chi avvicina le orecchie alle casse. La band ha il grande talento di assorbire ciò che la vita vissuta offre sottoforma di linguaggio e informazioni, per poi rielaborare in una sorta di art rock dall’efficace attitudine popolare.

Il nome Pinkunoizu arriva da un gioco di suoni vocali originari dal giapponese che significherebbe Pink Noise o qualcosa del genere. Questo stravagante nome è stato scelto dal quartetto musicale originario di Copenaghen con base quasi stabile a Berlino. Dopo un brillantissimo mini cd promozionale il cantautore Andreas Pallisgaard e i suoi tre compagni musicali hanno pubblicato per la Full Time Hobby il loro primo album dal nome Free Time.
Interamente registrato in casa tra la Germania e la Danimarca, Free Time è la nuova frontiera di un genere – non genere che raccoglie dentro sè l’avanguardia e il folk internazionale.
Proprio lo stesso Andreas descrive la loro musica come l’espressione dei suoni dei nostri tempi, almeno quei suoni che provengono dall’ambiente che circonda i quattro artisti, i quali ascoltano, elaborano e riproducono a loro modo. Le atmosfere sono varie, dense di rumorismi, ricche di ritmi, multiculturalismo spinto agli estremi. I testi sembrano piccoli slogan sussurrati, cantati come strumenti, a rinforzare la metodicità delle canzoni. I Pinkunoizu amano le immagini, creano musica dal forte potere evocativo, ora surreale e nonsense, ora con un forte profumo di realtà.
Nella scrittura delle 8 canzoni gioca un’importante ruolo l’improvvisazione nella quale si scatenano i 4 musicisti. Gli strumenti spesso sembrano indecifrabili, ogni tanto si possono riconoscere limpidamente i suoni di chitarre e batteria, altre volte sembra tutto più fumoso e caotico, proprio come i pensieri congestionati e affollati delle nostre menti. Le canzoni si alternano con eccezionale dolcezza e forza espressiva, non c’è soluzione alla continuità di ritmi e suoni, il respiro di questo disco prosegue imperterrito e senza pause. Il flusso creativo che avvolge i Pinkunoizu è spontaneamente impetuoso e libero.
Musica colta che gioca con il potere visionario della bassa fedeltà, che spinge in alto lo spirito di chi avvicina le orecchie alle casse. La band ha il grande talento di assorbire ciò che la vita vissuta offre sottoforma di linguaggio e informazioni, per poi rielaborare in una sorta di art rock dall’efficace attitudine popolare. Free Time è un disco molto divertente e anche se da una prima occhiata sembra altezzoso e presuntuoso, i successivi ascolti gli rendono giustizia, danno al cd la sua vera natura pop e realistica.

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