Recensioni

One Dimensional Man – A Better Man

Claudio Donatelli

Capovilla è l’artista che in tutti questi anni, insieme ai sui bravissimi collaboratori, ha scritto importanti pagine musicali, facendo cultura, regalando a giovani e meno giovani indimenticabili momenti di divertimento sostenibile! Bene così!

L’uomo ad una dimensione, oggetto di una società che lo considera solo come opportunità di consumo sfrenato, è tornato a battere i pugni sul tavolo. Per la sua ribellione ha usato una chitarra, un basso, una batteria e tante parole affilate. Questa possibilità di evasione si chiama One Dimensional Man e suona veramente forte!
Ormai non più dei bimbi, ma questo non significa proprio niente, Pierpaolo Capovilla, Giulio Ragno Favero e con Luca Bottigliero (che sostituisce Dario Perisutti e Francesco Valente, precedenti batteristi del gruppo) tornano ad incidere un disco dopo una pausa di 7 anni.
Oggi nel parlare di One Dimensional Man ci si deve soffermare al fatto che, in questi anni di inattività del gruppo stesso, Pierpaolo e Giulio hanno vissuto l’eccitante e gratificante esperienza del Teatro Degli Orrori, la super band che ha saputo far vivere veri momenti di gloria al rock più spinto di casa nostra, come era da molto tempo che non succedeva. In questo modo la popolarità dei ODM è aumentata e sono molti i giovani fans che hanno iniziato un percorso a ritroso proprio per soddisfare la loro sete di buona musica.
A Better Man è il nuovo disco dei One Dimensional Man, pubblicato per La Tempesta. Al progetto viene data una chiara veste internazionale, ovviamente Capovilla torna a cantare in inglese, testi scritti dal pittore e poeta Ross James Campbell.
Il sound della band è teso come al solito, ma gli strumenti riempiono maggiormente gli spazi fino a colmare tutto, gli inserti di tastiere e loop di fondo creano spesso una solida base di partenza per far esprimere meglio la potenza del trio. Ecco sul disco il trio trova ottimi collaboratori capaci di contribuire molto alla migliore riuscita, tra questi citiamo Justin Trosper, Jacopo Battaglia, Gionata Mirai e tanti altri.
Il capolavoro la band lo costruisce sull’uso del cantato, molte sono le tracce dove Capovilla viene raddoppiato e i cori vanno a smussare le spigolosità degli strumenti, le voci tracciano linee melodiche di grandissimo spessore evocativo. Capovilla è l’artista che in tutti questi anni, insieme ai sui bravissimi collaboratori, ha scritto importanti pagine musicali, facendo cultura, regalando a giovani e meno giovani indimenticabili momenti di divertimento sostenibile! Bene così!

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