Recensioni

Hobocombo – Now That It’s The Opposite, It’s Twice Upon A Time

Claudio Donatelli

Hobocombo si prende con merito tutti gli applausi per essere pienamente riuscito a ricreare l’idea di fondo che ha sempre contraddistinto la musica di Moondog. In più la band riesce a far emettere dalle casse amplificate quel profumo tipicamente newyorchese, il sound suona acustico e analogico al punto giusto

Tanto per chiarire subito la questione partiamo dall’inizio, ma con la fine in mente! Tra gli anni ’40 e ’60 lungo le strade del centro di New York, ad un angolo della 52a, si poteva incontrare il signor Thomas L. Hardin, in arte Moondog. Era un eccentrico personaggio, vestito con un lungo mantello e un elmo da vichingo. Rimasto cieco all’età di sedici anni, musicista autodidatta, poeta, compositore, amava esibirsi proprio in strada. Era in contatto con la scena bebop e con quella sinfonica ed oggi è considerato un pecursore del minimalismo per il grande influsso creativo che esercitò sui giovani Glass e Reich.
Facendo un salto nel presente appena trascorso, aprile 2010, in occasione del Festival Verona Risuona, svoltosi nelle vie della città veneta, il nome e la musica di Moondog sono stati oggetto di un gradito omaggio. Il progetto che ha messo in strada nuovamente la musica di questro straordinario compositore si chiama Hobocombo, con Francesca Bancolini al contrabbasso, Andrea Belfi alla batteria, Rocco Marchi alla chitarra.
La band si è adoperata a ricreare l’idea di suono del compositore americano, portando in strada strumenti essenziali e utili a molte funzioni. Il successo e il gradimento di questa esperienza ha spinto i musicisti, qualche giorno dopo, a riportare il tutto in studio e registrare in pochi giorni l’omaggio musicale a Moondog. Questo lavoro oggi si chiama Now That It’s The Opposite, It’s Twice Upon A Time e può essere acquistato nei soliti canali commerciali.
Hobocombo si prende con merito tutti gli applausi per essere pienamente riuscito a ricreare l’idea di fondo che ha sempre contraddistinto la musica di Moondog. In più la band riesce a far emettere dalle casse amplificate quel profumo tipicamente newyorchese, il sound suona acustico e analogico al punto giusto. Consigliamo a tutti i lettori l’ascolto di Theme, brano di apertura del cd, manifesto per Moondog, minimal e profondo, riesce ad accogliere anche l’ascoltatore più distratto nel mondo di un geniale freak di strada.

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