Recensioni

MSK – made in SF

Carmelo Di Mauro
Scritto da Carmelo Di Mauro

sarà anche fatto a San Francisco, ma nasce da una sintesi mirabile tra culture musicali spesso distanti che, quando si incontrano, riescono spesso a fondersi in maniera splendida generando piccoli gioielli come questo. Ci fa venire in mente la baia di San Francisco, abbagliante e affascinante, e i colori sfavillanti di un vulcano in eruzione.

C’è una generazione di musicisti italiani, capaci e innovativi come poche volte in passato, che prova trovare la propria strada nel mondo della musica partendo dagli Stati Uniti. Ad aprire nuovamente questa via, già battuta in passato con rare fortune, è stato Alessandro Cortini da Bologna quando, a metà degli anni ’90, lasciò l’Italia per andare a studiare musica a Los Angeles per poi finire a suonare con Trent Reznor e i “Nine inch nails”. A seguirlo, pochi anni dopo, anche Mauro Remiddi da Roma, meglio noto a molti appassionati con lo pseudonimo di “Porcelain Raft”, il quale grazie ad un contratto con “Secretly Canadian” il prossimo agosto uscirà con un disco intitolato “Strange weekend”. Ancora più articolata è l’esperienza americana di Antonino Musco da Lentini.
Una storia iniziata come dj in un progetto radiofonico del tutto singolare, quello di “Party 934” la radio che trasmette sul web e su una frequenza fm che copre la Hudson Valley, vasta area del nord est degli USA che include anche la città di New York, in cui da anni intrattiene l’esigente pubblico americano con una trasmissione dedicata a suoni insoliti, vintage, ispirati anche a certa tradizione easy listening e alle colonne sonore di film italiani e francesi degli anni ’60 e ’70.
Le stesse ispirazioni sono poi confluite nella sua attività di produttore e musicista, che lo portò sotto il moniker di “MSK.FM” a rilasciare un primo e.p. nel 2008 intitolato “Am i scared?”.
A questa domanda Antonino ha trovato una risposta negli anni successivi, quando ha lasciato l’Italia per trasferirsi a San Francisco e dedicarsi totalmente alla sua musica. Nasce così “Made in SF”, un e.p. di 6 brani pubblicato dall’etichetta “Bad Panda”. Nel disco c’è un’ottima sintesi del gusto musicale di MSK.FM, un mix di funky, hip hop, bristol sound, downtempo, acid jazz, abbondantemente innaffiati da un marcato gusto per gli aloni vintage.
Il lavoro si apre con “Riverfunk” vero compendio di 30 anni di black music, dove un intro che sa di blaxploitation lascia presto spazio ad un hip hop con venature soul, segnato da impunture di tromba alla Miles Davis di “Bitches brew”.
Ancora la tromba in primo piano per lo strumentale “Keep walking”, brano che si apre con un breve intro di chitarra che rimanda ad alcune cose di “Curumin” e che propone una melodia distesa su un letto di ritmi tendenti ad un funky che ricorda alcuni momenti “No time to Play”, singolo pubblicato da “Guru” nel suo celebre “Jazzmatazz” a metà degli anni ’90.
Meno immediata, per quanto maggiormente incline al pop, è la terza traccia, intitolata “Near you”, dove le melodie decise di Antonino, qui al pianoforte, accompagnano la bella voce di Hanna Rifkin, vocalist talentuosa di stanza proprio a San Francisco. Ancora cantato rap su melodie oscure da fumoso night di New York City anni ’70, nel brano “Bright lights”, che vede l’alternanza di tre voci, quella maschile del rapper Chris Burch, quella femminile di Hanna Rifkin e quella suadente di una tromba che chiude il brano lasciando in aria qualcosa di sospeso.
Il lavoro si chiude con “Easy rain”, animata da un mood più elettronico, quasi minimal, cui si sovrappone perfettamente una melodia pop – soul ancora affidata alla voce di Hanna Rifkin.
C’è un’interessante rilettura di molti figure retoriche proprie della musica nera in questo “Made in SF”, che però vengono guardate con occhi nuovi, pieni di meraviglia e stupore, giungendo a brani molto ben prodotti che scorrono via lasciandoti dentro un misto di entusiasmo e malinconia.
Didascalica la copertina, per quanto il Golden Gate che affiora dalla bruma, stagliandosi su un mare color acciaio, sembra voler raccontare una San Francisco diversa dagli stereotipi delle serie tv, riletta dagli occhi, ben abituati al bello del paesaggio, di un ragazzo solito a svegliarsi ogni mattina ammirando la magnificenza dell’ Etna.
Notevole la line up con cui lavora MSK e che tra gli altri vede all’opera anche Andy Averbuch, chitarrista originario di New York, e il trombettista brasiliano Leandro Joaquim. Per il resto fa quasi tutto lui, suona il piano, la chitarra, armeggia con i sintetizzatori e si esibisce con batteria e percussioni, mixa e produce tutto da se. Lascia spazio, invece, ad un ingegnere del suono come Mark Pistel, un professionista di esperienza, con all’attivo collaborazioni anche con “Disponsable heroes of hiphoprisy” e “Hercules & love affair”.
“Made in SF” sarà anche fatto a San Francisco, ma nasce da una sintesi mirabile tra culture musicali spesso distanti che, quando si incontrano, riescono spesso a fondersi in maniera splendida generando piccoli gioielli come questo, ricco di un suon composito e raffinato, elegante ma potente nella sua capacità immaginifica. Ci fa venire in mente la baia di San Francisco, abbagliante e affascinante, e i colori sfavillanti di un vulcano in eruzione.

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