Interviste

Mille, Intervista

Giovanni Panebianco

“Ecco sta arrivando la spedizione dei mille”, diceva mio padre riferendosi a me e scambiandomi per una sorta di invasione di campo

Elisa Pucci, in arte Mille, è una cantautrice romana, milanese d’adozione. Dopo aver partecipato alla nona edizione del programma televisivo X-Factor con la band Moseek, dall’8 maggio ha cominciato a far uscire singoli a ripetizione dall’appeal fascinosamente retrò, l’ultimo dei quali si intitola “Cucina Tipica Napoletana”. Partiamo proprio da qui per scoprire meglio questa artista in inarrestabile ascesa.

Come nasce il tuo nome d’arte?
E’ una parola legata al ricordo di mio padre che diceva a mia madre : “Ecco sta arrivando la spedizione dei mille”, riferendosi a me e scambiandomi per una sorta di invasione di campo. Questa definizione mi faceva sentire connessa ad una realtà già in essere e ho voluto così adottarla per riagganciarmi a un qualcosa che appartenesse al mio vissuto.

Cucina Tipica Napoletana è un inno tutto al femminile come testimoniato dal testo e dal videoclip della canzone. Vuoi raccontarci la sua genesi?
Avevo in mente questo mantra iniziale, una specie di preghiera, e volevo dissacrare un po’ delle sensazioni negative che percepivo dentro di me. Mi sentivo ingabbiata. Le parole del ritornello hanno lo scopo di liberarmi e di farmi prendere la vita con leggerezza, rispondendo alle avversità col sorriso. E’ una cosa che sto imparando con il tempo.

Il titolo del brano cita la città di Napoli eppure ha delle sonorità di stampo tipicamente orientali. In che modo hai pensato di coniugare questi due mondi distanti anni luce tra loro?
E’ stato tutto molto spontaneo, nel senso che continuavo ad avere questa marcetta in testa e, camminando per le strade di Milano, mi sono trovata davanti un ristorante, di cui non ricordo il nome, con la scritta “cucina tipica napoletana”. Ho voluto assecondare semplicemente ciò che mi diceva la testa in quel preciso istante.

Cambiando totalmente argomento, qual è il tuo disco della vita, quello che ti ha completamente cambiato l’esistenza?
Potrei dirti quello del 34° Zecchino D’Oro, cioè non mi ricordo che numero era, ma era un disco dello Zecchino D’Oro, che custodivo gelosamente. Successivamente mi ci sono anche iscritta mettendo la firma falsa di mio padre. Volevo fare già da piccolina una qualche cosa legata alla musica, incuriosita da tante sfaccettature, ad iniziare da come si registravano le canzoni in studio fino alla scrittura stessa. Alla fine, anche se non è stato quel disco a ispirarmi musicalmente, posso affermare che mi ha cambiato la vita.

Ricollegandoci a questa tua esperienza passata ci terrei a parlare di un’altra tappa essenziale della tua carriera artistica: la partecipazione a X-Factor. Vorrei, a tal proposito, un tuo parere sui talent show in generale.
Il mio parere è assolutamente positivo, forte della mia partecipazione di cinque anni fa con i Moseek che sono, a tutti gli effetti, un mio progetto parallelo. Arrivammo in semifinale ed è stato un bel modo per farci conoscere da un sacco di persone. Dopo la trasmissione, sono andata in tour con la band per due anni. E’ importante dire che è giusto vivere questo tipo di contesti come un mezzo e non come un fine.

So che disegni anche le copertine dei tuoi singoli. Come sviluppi le idee che collegano la musica che componi a un dipinto?
In maniera estemporanea. Mi metto con il foglio bianco davanti e, partendo da un soggetto costante delle mie copertine, ovvero un ritratto con le tette sulle spalle, sviluppo tutto quello che è un po’ l’argomento della canzone, con un occhio di riguardo al testo ovviamente.

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