Recensioni

Matt Maltese – Driving Just To Drive

Scritto da Daniela De Vellis

L’album è intriso di sonorità che sfumano come vapori di latte e accordi senza peso che li sostengono, tenui come la testa che ondeggia al tempo di una canzone gustosa

[…]ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi. La leggerezza, per esempio, […]
Così chiosava l’attualissimo Italo Calvino nella sua lezione sulla Leggerezza ed è
la stessa Leggerezza di cui parla Matt Maltese nel suo quarto album Driving Just To Drive, uscito il 28 Aprile.
È curioso come due personaggi di epoche così distanti si affaccino al presente e al futuro con lo stesso approccio, spinti, probabilmente, da una stessa esigenza di vivere senza rimuginare troppo sulle cose e di farle per il solo piacere di farle.
Il giovane millennial Matthew Jonathan Gordon Maltese, classe 1995, evoca questa spontaneità di azione già nel titolo dell’album: Driving Just To Drive – guidare solo per il gusto di guidare – ottava traccia dell’album e titolo esplicativo dell’album stesso. Guidare per il solo gusto di percorrere strade che non portano ad un posto specifico, con il finestrino abbassato, una mano che plana a mezz’aria e con una musica che non segna il trascorrere del tempo ma riempie di tenue sonorità il fondo dell’asfalto.
Le undici tracce raccolte nel lavoro di Matt sono state registrate e mixate dal cantautore stesso all’interno della sua cameretta e, per un giovane, non esiste luogo più sicuro e confortevole della sua cameretta. È proprio questa intimità che pervade l’intero album ed è il desiderio di tornare a pensare senza schemi come fanno i bambini che ha spinto il giovane cantautore anglo-canadese ad un ritorno alla leggerezza interiore.
L’album è intriso di sonorità che sfumano come vapori di latte e accordi senza peso che li sostengono, tenui come la testa che ondeggia al tempo di una canzone gustosa.
E la testa si lascia prendere facilmente da Florence, canzone dedicata, forse, ad un amore finito, in cui l’autore trova un modo davvero saggio per dire addio: lo dice e basta, restano i ricordi felici di un Luglio caldo e la maturità di riconoscere le proprie debolezze.
Testo e musica in netta contrapposizione con il brano Tokyo contenuto nello scorso album Kristal, dove melodie meno disinvolte fanno da cornice alla riflessione di quali azioni abbiano determinato la fine di una storia.
In Driving Just To Drive vi è un’autentica voglia di aprirsi al prossimo passando, dapprima, da un alleggerimento di se stessi, attraverso armonie dal sapore di una festa di paese, in cui si ritrova un vociare conosciuto e rassicurante, allegro e spazioso, mai invadente.
Un lavoro approdato in un momento storico in cui sembra che il calcolo delle conseguenze sia alla base di ogni scelta e che mostra, invece, quanto la leggerezza possa essere salvifica in ogni fase della vita, per giovani e meno giovani.

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Daniela De Vellis

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