Recensioni

Marry Waterson & Oliver Knight – Hidden

Claudio Donatelli

Questo disco si aggiudica il premio come migliore colonna sonora per un viaggio nell’Inghilterra dei piccoli paesi, delle campagne, dei villaggi dove ancora c’è molta vita e dove le storie sembrano non esaurirsi mai.

Marry, figlia della leggenda del folk al femminile, Lal Waterson è tornata a scrivere e suonare musica con il fratello Oliver Knight. Dopo il successo cristallineo del cd di debutto, The Days That Shaped Me, che ha regalato al duo inglese la nomination della BBC come Best Folk Award, Marry e Oliver tornano con il disco Hidden. Un concentrato di storie diverse, con personaggi che sembrano lontani l’uno dall’altro ma che, in effetti, possono essere la stessa persona. Caratteri diversi di uno stesso popolo.
Le grandi aspettative che negli ultimi mesi sono cresciute attorno al duo inglese, finalmente vengono svelate. Il folk del nuovo capitolo scritto da Marry e Oliver è sporcato da molte influenze diverse, rock elettrico tanto per iniziare, Gorandizer. Piccoli cenni di ska, persino tocchi lievi di ragtime, danzano con I Won’t Hear. Non mancano spunti pop e leggeri come quelli scritti nella dolce Professional Confessional. La chitarra e la voce sono spesso accompagnati da importanti collaborazioni strumentali che il duo ha saputo stringere attorno a se, vedi Reuben Taylor (the Athletes) e Barney Brown (The Imagined Village).
In Hidden spiccano tutti quei momenti che arricchiscono il sound del duo di nuove atmosfere e che danno un significato di crossover allo stesso folk inglese, spesso troppo conservatore.
Ovviamente non mancano gli episodi che esaltano le doti intimiste che hanno già reso famoso il duo. Spassosa e divertente è Going, Gong, Gone, che suona come uscita da una vecchia radio anni ’50. Benign è una dolce ballata che fa commuovere per la forza che mostra negli asciutti arrangiamenti di pianforte e archi, mentre la voce di Marry racconta fiera la sua storia.
Questo disco si aggiudica il premio come migliore colonna sonora per un viaggio nell’Inghilterra dei piccoli paesi, delle campagne, dei villaggi dove ancora c’è molta vita e dove le storie sembrano non esaurirsi mai.

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