Interviste

Jacopo Coretti, Intervista

Alessandro Corona

“Ho sempre affrontato la musica con curiosità, umiltà e apertura mentale”

Jacopo non so da dove cominciare. Nel mio girovagare nella notte, non ho ancora trovato un batterista cosi indaffarato come te. Social, master class, concerti, organizzazione eventi. E poi? A parte gli scherzi, da dove vuoi cominciare?
Vorrei innanzitutto ringraziarti per questa bellissima opportunità Alessandro, sei sempre molto gentile con me e ne sono felice.
Semplicemente faccio cose per cui penso di essere nato e portato, mi risulta molto facile, ho la predisposizione nell’ organizzare tour, ospitare nel nostro paese artisti provenienti da tutto il mondo. Al giorno d’oggi la figura del musicista è davvero diversa da quella di trent’anni fa, dove per vari fattori c’era molta più possibilità di emergere, vuoi per una discografia, meritocrazia e qualità musicale superiore che ad oggi ahimè non ritrovo più.
Ed è per questo, che avendo un’educazione musicale e ancora valori e rispetto nella professione, ho trovato una buona formula per vivere di musica. Devo ringraziare gli anni in cui ho organizzato importantissimi festival come “ALATRI IN BLUES “…giusto per citarne uno” che era divenuto uno degli appuntamenti estivi più acclamati nel centro sud d’Italia.
Sono passati artisti internazionali come: MARCO MINNEMANN, MIKE STERN, DAVE WECKL, TOM KENNEDY, BOB FRANCESCHINI, BILLY COBHAM, PAT TORPEY, HORACIO EL NEGRO HERNANDEZ, DAVID CROSS, RICHIE KOTZEN, POPA CHUBBY, e tantissimi altri.
Credo sia stata un’esperienza educativa e formativa molto importante.
Ma ovviamente non voglio tralasciare quel che è il mio vero lavoro, cioè essere batterista. Fortunatamente negli anni parallelamente all’organizzazione di questa tipologia di eventi sono sempre stato un turnista. Ho viaggiato molto e conosciuto persone e musicisti meravigliosi. Sono stato felicemente ospitato in varie strutture didattiche per delle mie masterclass, ho sempre svolto attività didattica. Ma come ben sai la mia principale attività è quella della musica live.
Mi diverte tantissimo e credo sia per un musicista la forma più naturale per poter crescere musicalmente ed umanamente,

Non è stato facile entrare nel tuo mondo, sei una persona estremamente riservata ma ho trovato in te anche un vero amico. E scoprendo il tuo mondo mi sono avvicinato ad una lista di nomi con qui hai collaborato. Impressionante!
Be’ diciamo che negli ultimi anni mi sono aperto abbastanza, ricordo di essere stato da bambino molto timido, molto introverso e soprattutto poco sicuro di me. Ma ricollegandomi alla risposta precedente, aver conosciuto ed organizzato festival mi ha aiutato tantissimo.
Mi ritengo molto fortunato perché ho avuto la possibilità di condividere viaggi, palchi, hotel, chiacchiere con numerosissimi artisti italiani e non fin da adolescente.
Negli ultimi anni sono molte le collaborazioni , ne voglio citare solo alcune, ELIO degli ELIO E LE STORIE TESE, IkE WILLIS storico cantante chitarrista di FRANK ZAPPA, DEAN BOWMAN cantante americano di JOHN SCOFIELD & SCREAMING HEADLESS TORSOS e tantissime altre che mi vedono in tour tutto l’anno con DEMIAN DOMINGUEZ, LAMAR CHASE, KHALIF WAILIN WALTER, ALIX ANTHONY, LEBURN MADDOX , MARK PETERSON, ESE OKORUDUDU, TOM ATTAH , ELISHA BLUE.
Riguardo i tour sono circa dieci, dodici ogni anno. Per maggiori informazioni sulla mia attività ci sono le mie pagini ufficiali: fb e il mio sito www.jacopocoretti.com

 Il tuo modo di suonare è scandito dal ritmo che hai dentro. Ricordo che a Reggio Emilia ci siamo conosciuti in un contesto imbarazzante, ma avevo notato in te una fermezza e una tecnica che non tutti hanno. Quale musicista ti ha influenzato di più?
Be’ sì, credo che per tutti sia cosi, si suona quel che si è, o almeno cosi secondo me dovrebbe essere, un approccio molto naturale.
Ricordo con piacere la serata di REGGIO EMILIA e sinceramente reputo che ogni situazione porti a qualcosa di positivo, come ad esempio la tua conoscenza.
Riguardo la mia educazione musicale vorrei dire che non saprei sinceramente indicarti chi mi abbia influenzato. Sono stato educato a pane e musica “BUONA” credo, ricordo che già a tre anni ascoltavo jazz, blues, musica sperimentale, classica, ma ovviamente di qualità.
Ho bellissimi ricordi quando a soli tre, quattro anni provavo a suonare su dischi di JACO PASTORIUS, DAVID BOWIE, MILES DAVIS, FRANK ZAPPA ecc…con pessimi risultati direi…… hahahahahaha….. Diciamo che ho avuto influenze rock, blues, jazz ma ascoltando di tutto.

Una domanda mi sporge spontanea: con LEBURN MADDOX (JAMES BROWN, GEORGE CLINTON), essendo comunque un personaggio “molto vivace” hai mai avuto screzi durante le tournee?
Assolutamente no, ho un rispetto e ce n’è di reciproco, sono ben otto anni che collaboriamo, direi che abbiamo fatto insieme una decina di tour tra nazionali ed europei, all’incirca più di trecento concerti. Posso definire LEBURN un secondo padre. Artisticamente parlando ci ritroviamo molto anche se la differenza di età è abissale.

Ti ho visto e fotografato con ALIX ANTHONY (JAMES BROWN) e mi è sembrato che ti trovassi più a tuo agio, lui mi sembra più protettivo. Quale è la differenza tra lui e Leburn? Chiedo questo perché entrambi hanno suonato con il grande James Brown!!
La differenza sostanziale tra i due è il carattere, Alix a mio modo di pensare è molto più open, nel senso che ama molto l’improvvisazione durante uno show, ed è quello che io sinceramente amo di lui.
Leburn è più metodico ma non lo vedo assolutamente un errore per la riuscita dello show.
Due scuole di pensiero ben diverse anche se provenienti da una stessa linea musicale.

Da un po’ di tempo ti sei trasferito nella tua regione, hai aperto uno studio e collabori con aziende del calibro UFIP, pelli Remo, batterie Volume Drums . Credo sia stato un salto di enorme qualità e di grande soddisfazione per la tua bellissima professione. Non credi?
SI, dopo aver vissuto per cinque anni a Carpi sono nuovamente tornato in provincia di Frosinone. Diciamo che collaborare con grandi brand è molto bello, ma bisogna avere comunque dei requisiti per un’eventuale collaborazione.
Le aziende devono avere un riscontro di immagine per cui, cosa molto importante è supportare, rispettare e mettere in evidenza i loro brand e quale miglior modo se non in tour? Suonando tantissimo sono molto stimolati e per questo con il tempo si ha stima reciproca e voglia di collaborare.
Ne approfitto per ringraziare TULLIO GRNATELLO “VOLUME DRUMS” , ALBERTO BIASEI E MR. LUIGI TRONCI “UFIP” , GIANLUCA ARAMINI “REMO” , PAOLO GALLO “EVO DRUMSTICKS” , STEFY LINE tutta , TOMMASO E STEFANIA “GALLI STRINGS” , ODDO E FRANCESCA “MAGRABO” , PIERPAOLO BRUSCHI “BREACH AMPS” , ATTILIO CELONA “AMA CAJON”.
Voglio evidenziare che sono tutte aziende Italiane e che bisogna comprare assolutamente prodotti realizzati ed ideati da italiani.

Insegnare alla MUSIK FACTOR, CFM fare musica e PRIVATAMENTE cosa significa per Jacopo? Una necessità artistica? O la voglia di guardare avanti contribuendo alla tua solidità artistica?
Sono sempre stato un po’ restio verso l’insegnamento, semplicemente e solo perché chi sono io per poter insegnare a qualcuno?
Diciamo che si, sicuramente mi aiuterà molto, relazionarsi con persone di età differente è molto stimolante.
Mi sono avvicinato all’insegnamento in questo periodo molto duro, causa covid, ovviamente non potendo suonare dal vivo.
Ed è per questo con immenso piacere che è iniziata una collaborazione con due scuole nella provincia di Frosinone. Ringrazio Francesco Cardillo e Marco Ceci, corrispettivi insegnanti e proprietari delle strutture.
Devo dire che mi sto divertendo molto, è uno stimolo continuo doversi mettere a disposizione di qualcuno che vuole imparare uno strumento ed intraprendere la vita del musicista.
Spero solo di poter trasmettere qualcosa di positivo musicalmente ma anche umanamente, cosa che ritengo molto importante.

Come mai non hai ancora pensato a crearti un gruppo tuo e magari fare un bel disco che risalti la tua potenzialità? Con LeBurn hai fatto un disco live in Polonia…Ma poi? Forse non hai voglia perché lo ritieni riduttivo per come sei fatto?
Se devo essere sincero non ho ancora pensato di formare una mia band, semplicemente perché sono molto curioso e perché penso di farne parte al 100% con tutti gli artisti con cui collaboro…io la vedo esattamente cosi, sono tutte mie band, quelle in cui posso contribuire musicalmente con il mio linguaggio.

Hai per caso qualche aneddoto curioso da raccontarci sulle collaborazioni che hai fatto fino ad ora?
 Non ci sono segreti nella vita, credo che gli ingredienti giusti siano umiltà, capacità di ascoltare e vivere con gli altri. Si rispecchia tutto questo anche nella musica e nel mondo professionale.
Ci vuole anche molta intelligenza a mio parere, capire subito in quale direzione andare, in quale disciplina si è più portati.
Tante piccole cose che ci fanno crescere sia come musicista che come persona.

Sei stato costantemente in strada con grandi artisti, centinaia di concerti nella nostra penisola ed in Europa. La tua vita privata ne ha risentito? Non è facile conciliare le due cose, non credi?
Assolutamente no, se si ha la persona giusta accanto questo non accade. Sicuramente oggi sono molto fortunato nell’avere una persona meravigliosa che mi sostiene ed a volte crede in quello che faccio molto più di me. Sai in alcuni momenti sembra davvero tutto impossibile, capire se vale la pensa sacrificarsi così tanto. Devo ammettere che Simona ha accettato da subito la mia professione, anzi la cosa molto bella è che essendo un’amante della musica capisce benissimo tutto. Non finirò mai di ringraziarla per questo.

Per me hai una certa somiglianza fisica con Moby, ed essendo dello stesso segno, vi trovo molto sentimentali e quasi sofferenti nell’esprimervi. (parlo io che sono dello stesso segno tuo…). A parte la battuta, ti ammiro per tutta la mole di lavoro che intraprendi con un credo enorme su quello che fai. Non credo di sbagliare di molto…
Hai colto pienamente la mia visione e modo di approcciare verso la musica. Non sono molto schematico e soprattutto nello studio dello strumento, trovo molto importante invece avere un distacco fisico mentale, per immagazzinare ed assimilare molte cose che magari hai imparato in tour. Il mio modo di suonare è molto sanguigno, vero e diretto, istintivo.
Riesco cosi a gestire bene tutto il mio lavoro, visti i numerosi tour con artisti di provenienza artistica musicale differente.
Ripeto, l’ascolto musicale a trecento sessanta gradi aiuta molto. Almeno per me è così.

Ahimè anche a te tocca la domanda di rito: covid 19 e situazione pesantissima per tutta l’Arte. Una tua personale considerazione.
Una nuova sfida, un nuovo stimolo, questo per me è il covid 19. L’assenza dai palchi si fa sentire, ma proprio per questo mi sono avvicinato all’insegnamento e nel poter studiare molto, quando si è costantemente in giro non si ha molto tempo, per cui penso che in parte sia positivo.
Economicamente parlando invece devo dire che è esattamente l’opposto, qui entriamo in un discorso veramente complicato. Essere musicista non vuol dire solo essere un artista.
Io mi reputo un imprenditore, forse per questo visone che ho, lavoro molto. Per cui con le mille difficoltà, avendo una P.IVA e pochissime tutele devo dire che sfortunatamente in Italia non si hanno molti aiuti. La musica è vista come un hobby, come un secondo lavoro.
Mi auguro fortemente che molti si allontanino dal fare musica, mi riferisco ai dopo lavoristi che si divertono per un panino ed una birra danneggiando tutta la nostra categoria di professionisti.
Ma sono sicuro di una cosa, si ripartirà alla grande, almeno per me sarà così. Non vedo l’ora di ripartire con grandi tour, rivedere tanti amici e suonare.
Amo la musica!
Cos’altro aggiungere, ringrazio di cuore te Alessandro per questa bellissima chiacchierata, ringrazio la redazione SOund36 e tutti voi lettori per aver speso del vostro prezioso tempo leggendo questa intervista.

Intervista e foto di Alessandro Corona
Info Jacopo Coretti
https://www.facebook.com/jacopo.coretti

About the author

Alessandro Corona

Alessandro Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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