Recensioni

COVERLAND # 7: WAITING IN VAIN (BY BOB MARLEY) COVER: ANNIE LENNOX

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

L’ORIGINALE

Il 3 dicembre del 1976 la vita di Bob Marley viene sconvolta da un attentato alla sua persona col coinvolgimento della moglie Rita e del manager Don Taylor, a Kingston in Giamaica. Nonostante il grande artista ostentasse, appena due giorni dopo l’accaduto, una certa serenità suonando in pubblico, era evidente che un po’ di “esilio forzato” gli avrebbe giovato e così partì rapidamente per l’Inghilterra per allentare la pressione. Questa nuova situazione, ancorché non certo facile, fu foriera di grande ispirazione visto che il primo album “concepito in terra straniera” Exodus, è ancora oggi considerato da moltissimi il suo capolavoro. Il disco toccava temi politici, ma alcuni brani erano invece piuttosto romantici fra i quali spicca, a mio avviso, la sua ballata migliore di sempre: Waiting in vain. A livello musicale il pezzo mantiene l’inconfondibile stile raggae, eppure suona insolitamente languido e sensuale, mentre Il testo è una dedica d’amore, da parte di una donna ad un uomo che evidentemente tarda a corrispondere il proprio amore. Addirittura, parla di tre anni durante i quali lei avrebbe lungamente aspettato almeno un segno che dimostrasse un interesse, ma tutto lascia pensare che la pazienza sia arrivata ormai al limite. E come chiunque sia stato profondamente innamorato sa, anche il fuoco più grande, se non viene alimentato da un sentimento reciproco rischia di affievolirsi. Raccontare tutti questi sentimenti in quattro minuti non è certo cosa facile o da tutti, ma Marley ci riuscì alla grande e ancora oggi Waiting in vain non stanca mai.

LA COVER

Nel 1995 Annie Lennox è ormai lanciata nella sua carriera solista, avendo accantonato il progetto Eurythmics, col sodale Stewart. A tre anni dallo splendido Diva, tuttavia, non ha ancora dato un seguito a quel grande successo personale iniziale (impossibile non conoscere la sua hit da classifica Why) e così decide di rompere il silenzio pubblicando Medusa. Si tratta di un album composto totalmente da cover che lascia spazio totale, in parte giustamente, al suo ruolo di interprete, a discapito di quello di autrice. Nel disco ci sono canzoni note come A whiter shade of pale dei Procol Harum o Don’t let it bring you down di Neil Young, ma anche qualche chicca meno mainstream come Downtown lights dei mai abbastanza apprezzati The Blue Nile. Fra le prime c’è, appunto, proprio Waiting in vain che così sembra finalmente trovare un’interprete più coerente, in quanto dello stesso genere del suo personaggio. Al di là di questa semplice sfumatura, la versione della Lennox è certamente più patinata e meno esoterica di quella originale, ma sin da quando è uscita è sempre riuscita ad emozionarmi. La voce di questa cantante, oggettivamente abbastanza gelida a livello estetico, è senza dubbio molto sensuale e recupera invece tutto il calore sul piano prettamente acustico. Lo stampo reggae iniziale, in questa sua cover, è stato sostituito da un approccio pop, ma questo non ha danneggiato il brano, dandogli una veste totalmente diversa che riesce a toccare comunque le corde giuste del cuore dell’ascoltatore. Come in molti altri episodi di Medusa, le differenze dalle versioni del passato sono marcate, eppure proprio questo conferisce ad ogni passaggio quel “plus” di originalità che forse ogni cover dovrebbe sempre avere.

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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