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Costruire con i suoni

Annalisa Nicastro

Il libro Costruire con i Suoni di Riccarda Belgiojoso offre molti spunti di riflessione utili per imparare a costruire e ad arricchire lo spazio con i suoni, coinvolgendo nel suo percorso punti di vista ancora poco conosciuti e poco utilizzati. Si sente fortemente che l’autrice del libro è sia architetto che musicista, il suo è un approccio interdisciplinare, riesce, infatti, ad aprire al confronto alcune discipline che altrimenti andrebbero avanti ognuna per la propria strada senza riuscire ad arricchirsi l’una dall’altra. Il libro apre la porta dunque alle contaminazioni dal mondo dell’arte.
Il rapporto tra suoni, musica e città è una costante nelle pagine scritte dalla Belgiojoso per ripensare i luoghi pubblici migliorando la qualità e la vivibilità dell’ambiente. Per perseguire questo obiettivo il libro si articola in tre parti: la prima riguarda i suoni, la seconda li considera in rapporto con l’ambiente circostante, la terza ed ultima parte è dedicata al progetto urbano.
Si parte dunque con la musica futurista di inizio Novecento: da Luigi Russolo con le sue macchine Intonarumori, alle intuizioni di John Cage, passando per la innovativa Musica Concreta fino ad arrivare al concetto di Soundscape di Murray Schafer. La musica futurista insegna un nuovo modo di ascoltare, in cui il limite tra suoni e rumori si fa molto labile, il suono e il rumore si impastano inevitabilmente insieme, la musica comunica il suono. Il Soundscape, il paesaggio sonoro di R. Murray Schafer definisce una pratica di design sonoro della città studiando il rapporto tra l’uomo e i suoni dell’ambiente in cui vive e il modo di migliorarlo. Questa nozione introduce la seconda parte del libro che riguarda il suono e lo spazio urbano per indagare gli effetti dell’ambiente sonoro sull’uomo.
L’autrice ci propone alcuni tra i migliori esempi di progetti di città sonanti. Un’arte sonora negli spazi pubblici il cui presupposto è quello di ripensare il ruolo del pubblico che è ora inglobato nell’opera stessa diventandone soggetto e per intervenire, migliorando, lo spazio pubblico. Si parla delle installazioni urbane di Max Nehaus, dei vasi risonatori di Odland e Auinger, alle esperienze di Viv Corringham, tutte volte a trasformare i rumori della città in musica. Se Cage aveva riconosciuto nei rumori un interesse musicale, la musica concreta poi li aveva usati come materiale compositivo, Bill Fontana riesce ad andare oltre interrogandosi, attraverso le sue opere e network sonori, su come rendere più vivibile l’ambiente costruito e come ridisegnare il Soundscape della città.
L’ultima parte del libro è dedicata a questo, a progettare secondo un’architettura uditiva, “riconoscendo la capacità dei suoni di influire sulla qualità degli ambienti”. La Belgiojoso invita dunque a non trascurare la percezione uditiva tanto importante quanto quella visiva, ricordando al lettore come la stretta corrispondenza tra spazio e suono sia ancora poco sfruttata. Consiglio vivamente di ascoltare alcuni degli esempi sonori citati nel testo all’indirizzo www.costruireconisuoni.blogspot.com, per chi ancora non conoscesse le opere citate, questo ascolto sarà di sicuro un’esperienza molto interessante.

Annalisa Nicastro (28.3.10)

Costruire con i suoni
Ricciarda Belgiojoso
Franco Angeli Editore

pp. 144, 18,00 euro

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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