Recensioni

Werner – Oil Tries To Be Water

Claudio Donatelli

Un mix di strumenti acustici che si incontrano sulle rive di un calmo corso d’acqua. Apparentemente calmo, perché tra le singole molecole sono racchiuse passioni, storie, vite, pensieri, sentimenti di tutte le terre che l’acqua arriva a toccare nel suo scorrere.

Tra pochi giorni sarà possible acquistare e ascoltare il disco di debutto di questo nuovo gruppo italiano dal nome Werner. La band è composta da un volto noto agli attenti e assidui lettori di SOund36, quello di Stefano Venturini, chitarrista e cantante dei Ka mate Ka ora. Nei Werner è accompagnato da Elettra Capecchi al pianoforte e da Alessia Castellano al violoncello. Un mix di strumenti acustici che si incontrano sulle rive di un calmo corso d’acqua. Apparentemente calmo, perché tra le singole molecole sono racchiuse passioni, storie, vite, pensieri, sentimenti di tutte le terre che l’acqua arriva a toccare nel suo scorrere.
Oil Tries To Be Water è il titolo di questo disco che uscirà per la giovane ed attiva White Birch Records, in tiratura molto limitata e con la raffigurazione grafica di ogni brano a cura di Cuore di Cane. Insomma tanta carne al fuoco per questo progetto artistico che inizia la sua vita con tante buone premesse.
Il terzetto si applica nella ricerca melodica e compositiva per arrivare a produrre qualcosa che si avvicina a molte cose mantenendo però una forte entità personale. Dieci canzoni acustiche, con un songwriting intimista e raffinato, ballate dal taglio malinconico e che lasciano molto spazio alle immagini che le note riescono ad evocare. Gli strumenti suonati recitano parti differenti, il pianoforte ha un approccio classico e rigoroso, la chitarra acustica è minimale e dai toni rock, il violoncello e la voce sono gli elementi melodici che riescono a rafforzare gli umori delle composizioni.
I Werner si cimentano in apertura con un walzer dimesso e indolente, il risultato è la bellissima Walzer For Annie, canzone dal grande potere emotivo e comunicativo. Non mancano le perle melodiche alle quali Carlo Venturini ci ha da tempo abituato ed è questo il caso di Your Essence ma anche di Brown Eyes, entrambi accumunate da una grande apertura pop dove gli strumenti magistralmente suonati riescono a far vibrare le corde della felicità senza eccedere in facili ritornelli.
I Werner hanno composto un disco suonato a bassi volumi ma che farà molto rumore alla sua pubblicazione.

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