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Venba: una storia a colpi di fornelli

Come la cucina ti fa sentire a casa

Cambiare vita risulta essere molto difficile, soprattutto quando decidi di cambiare Paese e andare a vivere dall’altra parte del mondo. Ti allontani dagli amici, dai familiari e dalla tua cultura. Questo è l’incipit di Venba, un’opera che anche nella sua brevità è riuscita a colpirmi molto, andando a mescolare questa tematica con la cucina. In questa storia andiamo a vestire i panni, per l’appunto di Venba, giovane donna indiana che insieme al marito Paavalan decide di trasferirsi in Canada per trovare una vita migliore e mettere su famiglia. Non ci vuole molto prima che da due passino a tre persone, e che iniziano ad arrivare altre difficoltà oltre a quelle già presenti. Dal non sapere la lingua alla perfezione all’accontentarsi di un lavoro che non piace, con il sopraggiungere del nuovo membro inizia la difficile missione di fargli comprendere le sue origini e la sua cultura. Parliamo di un ragazzino che cresce nel contesto occidentale e inizia a svilupparne la mentalità. È qui che Venba, per non far perdere usi e costumi della propria gente, cucina i piatti del suo Paese per far sentire l’intera famiglia a casa.

Ed è questo il fulcro del gioco: ricreare i suddetti piatti consultando il vecchio ricettario di sua madre, che ahimè è parzialmente rovinato, con indicazioni che sono ormai andate perdute. Sei tu, quindi, a dover intuire con i pochi indizi a disposizione come portare a termine la preparazione. In questo modo, il titolo non si limita a metterti passivamente ai fornelli, ma ti fa partecipare attivamente alla creazione dei piatti, spingendoti a ragionare per capire davvero come cucinarli passo dopo passo.

In Venba, cucina e narrazione non viaggiano mai su binari separati, ma si intrecciano indissolubilmente. Tra una ricetta e l’altra vediamo la famiglia evolversi, affrontare nuove sfide quotidiane e adattarsi ad un vita in continuo mutamento. Ogni piatto preparato ai fornelli diventa così un dolce tentativo di una madre di tramandare le proprie radici a un figlio che cresce immerso nella cultura canadese, trasformando il cibo in un potente linguaggio capace di raccontare la storia della famiglia nel corso dei decenni.

Arrivati alla fine di questa esperienza, ciò che Venba riesce a lasciarti è un profondo e autentico calore familiare. Che sia dovuto allo stile grafico 2D minimalista o alle eccellenti musiche che richiamano la cultura indiana, tutto questo sommato ti fa gridare “sono a casa” anche se, come me, non sai nulla di quel mondo. L’opera riesce a trasmettere un enorme rispetto per la cultura di appartenenza e mette in scena una storia affascinante senza mai scendere nel banale o nei cliché. Al contrario, trionfa proprio nel raccontare con onestà qualcosa che accade quotidianamente a chi lascia la propria terra, celebrando l’amore incrollabile per le proprie origini. È un viaggio breve ma incredibilmente prezioso, che ci ricorda come, a volte, basti il profumo di un piatto preparato con cura per accorciare le distanze e riportarci a casa.

About the author

Francesco Francucci Rossi

Appassionato fin da piccolo di qualunque cosa che potesse trasmettere un' emozione, che esso sia un film, un anime, un manga o un videogioco.
Stufo di quei stilemi ormai radicati nel settore, cerco di portare una visione più genuina e sincera pronta a farvi a scoprire o riscoprire il medium, che noi tanto amiamo

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