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Unicorn Overlord: programmare la vittoria

L’arte della guerra secondo Vanillaware: prime ore con il GDR tattico che ti cattura la mente.

Unicorn Overlord si può definire come uno di quei titoli che, una volta iniziati, non ti permettono di staccare gli occhi dallo schermo. Questo è merito soprattutto del suo peculiare sistema di combattimento. Ma partiamo con calma. Unciorn Overlord è l’ultima fatica di Vanillaware, eccellente studio nipponico che sforna ottimi giochi GDR tattici, e questo non è da meno. Tutto gira intorno alle vicende di Alain, un principe che ha visto il suo regno e l’intero continente sprofondare sotto le mani di Galerius. A distanza di anni dal giorno in cui il principe vide perdere tutto, è giunto il momento di riconquistare quello che è stato perduto e liberare il popolo dal giogo del nemico, iniziando una crociata per l’intero continente.

Per compiere un’impresa di tale portata, Alain non potrà certo agire da solo. Se nelle primissime battute della nostra avventura ci ritroveremo a comandare solo un ristretto manipolo di fedelissimi, ben presto le cose cambiano drasticamente. Avanzando nella mappa e liberando i vari territori, il numero di personaggi che potremo inserire nel nostro schieramento aumenterà a vista d’occhio. Ma queste nuove truppe non sono macchiette piatte messe lì solo per fare numero: sono veri e propri personaggi a tutto tondo, con un ruolo ben preciso, una loro storia e mosse che li distinguono dagli altri. Considerando il punto in cui sono arrivato, il lavoro di creazione e caratterizzazione è stato letteralmente monumentale, e so per certo che i compagni reclutati finora sono solo una piccola manciata di quelli effettivamente disponibili.

Ed è esattamente a questo punto che entra in scena il vero cuore pulsante del gioco: la gestione delle truppe e il sistema di combattimento. Tutta questa varietà di guerrieri non viene lanciata in battaglia in modo disordinato, ma va organizzata in formazioni tattiche ben definite. Il gioco ci permette infatti di creare degli schieramenti composti da un massimo di sei posti, strutturati su una griglia di tre spazi in prima fila e tre in seconda. Questa disposizione è il primo tassello della nostra strategia: decidere chi proteggere nelle retrovie e chi mettere in prima linea per incassare i colpi. Il secondo tassello è capire come far muovere i personaggi, come farli attaccare e difendere, ed è proprio questo l’elemento che mi ha fatto letteralmente mandare in pappa il cervello. È come scrivere il codice di un programma, letteralmente: credo sia la metafora più azzeccata per descrivere questo sistema di combattimento. Invece di controllare direttamente le singole azioni in tempo reale, tutto si basa sulla programmazione di condizioni logiche. Il concetto di base è un classico “ Se succede X, allora fai Y”. Per capirci: puoi impostare un guaritore affinché usi una magia solo ed esclusivamente “quando un alleato in prima fila ha meno del 50% della salute”, oppure ordinare a  un lanciere di  “attaccare la colonna di nemici a destra, ma solo se prima ha ricevuto un danno lui stesso”.

Con una meccanica del genere, andando a cercare di creare sinergie sempre nuove tra le varie classi in cui si differenziano le nostre truppe, la libertà di sperimentare è totale. Nessuno ti impedisce di testare combinazioni fuori dagli schemi, anzi: è il titolo stesso a invitarti costantemente a farlo. Questo approccio è fortemente incentivato dal sistema di affinità: man mano che combattono fianco a fianco, i personaggi aumentano il loro livello di relazione. E non stiamo parlando delle solite meccaniche minimaliste messe lì per fare numero: ogni personaggio ha legami unici e approfonditi con gli altri membri del gruppo. Infine, una volta schierate le truppe sul campo di battaglia, il tuo compito è indirizzarle verso i punti cardine della mappa, da conquistare rigorosamente prima dello scadere del tempo. Solo quando le tue unità incrociano quelle nemiche e ha inizio lo scontro, ti fermi a osservare il risultato: è in quel preciso momento che vedi i frutti del tuo lavoro e capisci se la strategia ha funzionato o se c’è bisogno di migliorare le combinazione e le regole di attacco.

Se a tutto questo uniamo una direzione artistica in uno splendido stile anime in 2D, il gioco risulta essere un’esperienza magnifica che ti fa letteralmente fumare il cervello continuamente, perché sai che c’è sempre margine per migliorare. Le ore da investirci sono tante, ma d’altronde c’è un intero continente da esplorare e da liberare, e la verità è che non vedi l’ora di poter continuare la partita.

About the author

Francesco Francucci Rossi

Appassionato fin da piccolo di qualunque cosa che potesse trasmettere un' emozione, che esso sia un film, un anime, un manga o un videogioco.
Stufo di quei stilemi ormai radicati nel settore, cerco di portare una visione più genuina e sincera pronta a farvi a scoprire o riscoprire il medium, che noi tanto amiamo

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