Recensioni

Sadside Project – Winter Whales War

Carmelo Di Mauro
Scritto da Carmelo Di Mauro

Vibra di intensa energia sin dalle prime note questo secondo lavoro in studio per il duo romano

Pensi ad un duo di ragazzi molto giovani che si divertono a riprodurre i suoni convulsi di un garage punk in stile, guardi le loro foto, vedi che uno è alto e l’altro ha la barba, ti viene in mente un nome, quello dei “death letters” e il loro fantasmagorico debutto di quattro anni fa. Poi leggi, approfondisci, ascolti e scopri che, invece, il disco che hai per le mani non è stato realizzato da cloni ma, anzi, da personalità musicali autentiche.
Vibra di intensa energia sin dalle prime note questo secondo lavoro in studio per il duo romano “Sadside Project”. Nato come l’evoluzione di un breve E.P. rilasciato su cassetta (da bravi punk rockers), “Winter Whales War” è un disco generoso e godibile, pubblicato poche settimane fa da Bomba dischi.
Il brano di apertura si intitola “the same old story”, ma non è “the same old song”, mosso com’è da sferzanti riff di stampo garage e da una melodia che entra in circolo solo dopo qualche ascolto. Si sbaglia se si pensa che questo sia “the same old record”, con un cliché preciso che ammette poche eccezioni, perché poche ne conosce, e si ripete dalla prima all’ultima traccia come spesso accade alle band che guardano al garage punk.
Basta pazientare ed ascoltare il finto country di “my favorite colour” che sa di lune e bivacchi da studio cinematografico e “1959 (the last prom)” dichiarato omaggio agli standard melodici anni ’50 alla Nat King Cole, per rendersi conto di essere capitati in un lavoro che accoglie mille spunti diversi.
Per averne conferma basta continuare ad inoltrarsi nelle coltri fumose dell’hard blues di “nothing to lose blues” che potrebbe anche essere una ghost track dimenticata in giro dai Black Keys.
Meno convincente, invece, “hold fast”, comunque valida finché strizza l’occhio a certo rock – blues di impronta sudista in stile Black Angels.
Con “molly” si passa ad una dimensione nuova, quella della ballata condita da riff più articolati, frutto di un’applicazione non comune tra i punk/garage rockers, ma non per questo meno urgenti.
Brillante anche la title track, collocata in chiusura dell’album, in cui una sorta di reading poetico viene cullato da un pregevole arpeggio che riconcilia ai piaceri della quiete dopo i flutti di melodie tempestose.
“Winter whales war” è un album ricco di una varietà di afflati creativi degna degli “Half Japanese”, ottenuta anche grazie alla brillante produzione di Giancarlo Barbati chitarrista del “Muro del canto”, band culto della scena romana ed alla partecipazione di alcuni dei nomi più noti della scena indie italiana quali Roberta Sammarelli bassista dei “Verdena” e Adriano Viterbini dei “Bud Spencer Blues Explosion”.
Coraggiosi e prodighi di energia da palco, troverete i Sadside Project a trascorrere la loro primavera in giro a suonare per locali. Sempre meglio, in fondo, che combattere le balene d’inverno.

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