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ROCK STORY #8 HIGHWAY PATROLMAN / BRUCE SPRINGSTEEN

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

La morbida musica folk di Springsteen diventa la Colonna Sonora di un film che non ci stancheremo mai di rivedere.

Quando abbiamo iniziato questa nuova rubrica dedicata a canzoni con storie da raccontare, eravamo già certi che molti episodi sarebbero stati dedicati a quei “Storytellers” che su questo tipo di brani hanno costruito la propria carriera. Fra questi cantautori, forse Bruce Springsteen (considerando a parte Bob Dylan che resta il padre “artistico” di tutti quanti) è quello che ha saputo toccare con più efficacia il cuore di tutti noi, presentando personaggi americani, spesso estremamente poveri, sofferenti o in ogni caso dalle vite complicate. Fra i moltissimi pezzi che avremmo potuto proporvi, la scelta è caduta su Highway Patrolman (tratto dall’incantevole Nebraska del 1982) che racconta la storia tormentata dei fratelli Roberts, in una cittadina del New Jersey, sulle note di una chitarra acustica e un’armonica.
Joe (che è anche il narratore) è il fratello “buono”, poliziotto che si ritiene stimato dalla comunità. Frank (amorevolmente chiamato Franky) invece è un deliquentello pianta grane e subito Joe ci spiega il dilemma fra il dover applicare la legge e il seguire quella sorta di obbligo del cuore che ci impedisce di trattare chi ha il nostro sangue con la durezza che a volte sarebbe invece necessaria. Per questo si vede spesso costretto a dover chiudere un occhio con il fratello.

My name is Joe Roberts I work for the state 
I’m a sergeant out of Perrineville barracks number 8 
I’ve always done an honest job as honest as I could 
I got a brother named Franky and Franky ain’t no good 
Now ever since we was young kids it’s been the same come down 
I get a call over the radio Franky’s in trouble downtown 
Well if it was any other man, I’d put him straight away 
But when it’s your brother sometimes you look the other way

La relazione che lega i due viene descritta con l’intimità tipica di Springsteen nel refrain dove chiarisce senza mezzi termini il suo credo: voltare le spalle ad uno della famiglia non è un’ipotesi contemplata:


Me and Franky laughin’ and drinkin’ nothin’ feels better than blood on blood 
Takin’ turns dancin’ with Maria as the band played “Night of the Johnstown Flood” 
I catch him when he’s strayin’ like any brother would 
Man turns his back on his family well he just ain’t no good 

Il racconto di Joe passa poi ad avvenimenti del passato: l’arruolamento del fratello Franky, il matrimonio con Maria, poi la crisi agricola che gli fa chiudere la fattoria di famiglia “costringendolo” in qualche modo a trovarsi l’attuale lavoro di poliziotto.


Well Franky went in the army back in 1965 I got a farm deferment settled down took Maria for my wife but them wheat prices kept on droppin’ till it was like we were gettin’ robbed 
Franky came home in ’68 and me I took this job 

Una sera apparentemente tranquilla, che nell’economia della canzone può definirsi “tragica”, Joe riceve una chiamata: un bambino è stato messo sotto da un’auto e qualcuno gli accenna al fatto che potrebbe essere stato suo fratello ad investirlo. Diventa cinematografico il dettaglio che descrive la velocità con la quale il protagonista prende l’auto per raggiungere il posto dell’incidente. Sembra quasi di sentire i battiti del suo cuore.


The night was like any other, I got a call ’bout quarter to nine 
There was trouble in a roadhouse out on the Michigan line 
There was a kid lyin’ on the floor lookin’ bad, bleedin’ hard from his head there was a girl cryin’ at a table, it was Frank they said 
Well I went out and I jumped in my car and I hit the lights 
I must of done 110 through Michigan county that night

Arrivato, Joe capisce che è tutto vero perché riconosce l’auto di Frank e così trova una soluzione per metter fine alla sua lacerante dicotomia. Lo dovrebbe arrestare, certo, ma invece fa praticamente finta di inseguirlo, fino al Canada, e si assicura che abbia varcato il confine, verosimilmente per sempre.


It was out at the crossroads down round Willow bank 
Seen a Buick with Ohio plates behind the wheel was Frank 
Well I chased him through them county roads till a sign said Canadian border 5 miles from here 
I pulled over the side of the highway and watched his taillights disappear 

La morbida musica folk di Springsteen, che accompagna questo bellissimo brano, diventa la Colonna Sonora di un film che non ci stancheremo mai di rivedere.

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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