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ROCK STORY # 18 BEAUTIFUL PEOPLE (BY ED SHEERAN)

Marco Restelli
Scritto da Marco Restelli

E’ una critica ironica, ma senza sconti, al dominante narcisismo di gran parte della nostra società

Chi segue già da tempo questa nostra rubrica ha ormai imparato che qualsiasi canzone, sia essa pop, rock, metal o di qualsiasi altro genere è potenzialmente oggetto delle nostre attenzioni quando il suo testo racconta qualcosa di interessante o, meglio ancora, di emozionante. Oggi è la volta di Ed Sheeran – nuovo Re del pop degli anni zero – che negli ultimi anni ha letteralmente spopolato in ogni classifica (vendite, download o streaming) e prima dell’estate ha pubblicato un album di duetti chiamato Collaborations # 6. Fra le canzoni più belle c’è senza dubbio Beautiful people (cantata con Khalid, altro astro nascente dell’R&B internazionale), il cui video molto simpaticamente cerca di cogliere l’essenza del brano.
Come si capisce sin dai primi versi, si tratta di una critica ironica, ma senza sconti, al dominante narcisismo di gran parte della nostra società (anche se qui si parla solo di Los Angeles) che ostenta ricchezza e bellezza, cercando di tirare in ballo chiunque possa far parte della sua cerchia, proprio come l’artista e la sua fidanzata. Le immagini descrivono Lamborghini fiammanti e frivole feste, in una delle quali la coppia si ritrova suo malgrado, sentendosi come pesci fuor d’acqua. A questo vortice di falsità e pura apparenza evidentemente i due non sentono affatto di appartenere, fino al punto di provare un certo imbarazzo, oltre ad un malcelato timore: quello di diventare come tutti quelli che li circondano.

L.A. on a Saturday night in the summer
Sundown and they all come out
Lamborghinis and their rented Hummers
The party’s on, so they’re headin’ downtown
(‘Round here) everybody’s lookin’ for a come up
And they wanna know what you’re about
Me in the middle with the one I love and
We’re just tryna figure everything out
We don’t fit in well
‘Cause we are just ourselves
I could use some help
Gettin’ out of this conversation, yeah
You look stunning, dear
So don’t ask that question here
This is my only fear, that we become
Beautiful people.

Pezzo forte della canzone a mio avviso è l’emblematica descrizione delle cose che contano per questi “edonisti di professione” (auto cabriolet, abiti firmati, prime file alle sfilate etc.) come la loro curiosità nei confronti degli altri, volta soltanto a comprendere quale sia la loro posizione della scala del successo. Persone che vivono sempre circondate da tante altre, ma che restano profondamente sole e vuote, senza neanche accorgersene. Ed ecco che esce la chiave centrale del brano: “Lasciamo questa festa perché noi non siamo come loro, noi non siamo “belli” (sottinteso “come questa gente che invece crede (erroneamente) di esserlo ed è sempre infelice). L’estetica ovviamente qui è solo sullo sfondo, perché quello che è in gioco è la mancanza totale di autenticità e semplicità che invece rendono le persone vere.

Drop top, designer clothes
Front row at fashion shows
“What d’you do?” And, “Who d’you know?”
Inside the world of beautiful people
Champagne and rolled-up notes
Prenups and broken homes
Surrounded, but still alone
Let’s leave the party
That’s not who we are
(We are, we are, we are)
We are not beautiful
Yeah, that’s not who we are
(We are, we are, we are)
We are not beautiful

I due protagonisti alla fine si guardano negli occhi e capiscono che non hanno alcun interesse a partecipare a quelle feste, perché l’unica cosa che conta per loro è stare insieme, lontani da questi flash di macchine fotografiche e luci accecanti, che in fin dei conti non li impressionano, né tantomeno li attraggono.

L.A., drove for hours last night and we made it nowhere (nowhere, nowhere)
I see stars in your eyes when we’re halfway there (all night)
I’m not fazed by all them lights and flashin’ cameras (uh)
‘Cause with my arms around you, there’s no need to care

Chiudo con due considerazioni: la prima generale riguardo alla musica pop, che mi affascina soprattutto quando riesce a trasmettere messaggi sinceri e non banali. La seconda in particolare su Ed Sheeran: credo che il suo grande successo planetario dipenda proprio da quanto ci racconta di sé stesso in questa canzone e cioè che la fama non lo ha cambiato affatto ed è rimasto fondamentalmente umile. Il suo talento lo sta premiando e credo meriti quanto sta raccogliendo.

About the author

Marco Restelli

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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