Recensioni

ROCCO GIORDANO – RESTA

Scritto da Marco Restelli

Per chi desidera mettersi in connessione con l’intimità e la fragilità di un artista che ha scelto di rivelarsi, senza alcun filtro e senza chiedere nulla in cambio a nessuno

Ogni tanto, e mi capita di rado, mi imbatto in album di artisti che si mettono totalmente a nudo. È certamente il caso di Resta di Rocco Giordano (sulle piattaforme digitali lo troverete solo col nome Giordano) che ha deciso di pubblicare un lavoro in qualche modo tanto estremo quanto autentico.
L’artista di Latina si è chiuso in una stanza e senza pensare a un obiettivo da raggiungere, o peggio ancora a un prodotto da vendere, si è lasciato andare alla massima creatività e soprattutto spontaneità. Ne sono uscite 12 tracce stilisticamente collegate sia dal punto di vista musicale che dei testi. Tutto procede per sottrazione: nel sound, coraggiosamente lo-fi, manca una vera e propria produzione (o post produzione) e gli bastano voce e chitarra acustica per accompagnare un linguaggio interiore piuttosto ermetico, ma non per questo irraggiungibile.
I brani procedono come un unico flusso di coscienza e riposano su melodie a volte sghembe a volte più lineari. Il tema centrale è quello che potremmo definire una “resistenza gentile” basata sulla scelta di restare: restare accanto a qualcuno, restare dentro l’incertezza, talvolta semplicemente restare in piedi e non crollare. Brani come ad esemipio la title track, Dopo la notte e Qui sotto trasformano questa permanenza in una forma di coraggio quotidiano. In un verso di Prima o poi ritornerà si cita anche una verosimile fonte di ispirazione (“Nebraska nelle orecchie”), visto che la modalità in cui è stato concepito il disco sono simili a quelle del capolavoro di Springsteen.
In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale può imitare stili e formule e l’Autotune cerca di nascondere ogni imperfezione, Resta ci aiuta a ricordare che l’arte continua a vivere nelle crepe, nelle esitazioni e nei tremori: là dove una voce conserva ancora il coraggio di essere vulnerabile. Tirando le somme, questo LP di Giordano non urla per attirare l’attenzione, ma preferisce sussurrare e, proprio per questo, riuscirà a lasciare il segno in coloro che non avranno fretta di trarre conclusioni, ma avranno invece il desiderio di mettersi in connessione con l’intimità e la fragilità di un artista che ha scelto di rivelarsi, senza alcun filtro e senza chiedere nulla in cambio a nessuno.

About the author

Marco Restelli

Originario di Latina, ma trapiantato ormai stabilmente a Bruxelles. Collaboro con diversi siti musicali. Collezionista di dischi dai primi anni '80, ascolto praticamente ogni tipo di musica, distinguendo solo quella che mi emoziona da tutto il resto.
In progetto: l'attività di promoter di eventi live di artisti emergenti nel Benelux. Sono orgogliosamente cattolico, ma ritengo che la tolleranza sia alla base delle relazioni umane. Se dovessi salvare un solo disco, fra i miei 3500, sceglierei "Older" di George Michael. La mia più grande passione, oltre alla musica: la mia famiglia e i miei tre bambini.

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