Devo essere sincero e ammettere che quando ascoltai la prima volta Achille Lauro pensai che fosse fondamentalmente un bluff. Si intuiva che il ragazzo avesse del talento, ma la parte “marketing” del suo personaggio sembrava di gran lunga prevalere. Poi piano piano la sua proposta musicale è diventata sempre più convincente e molti suoi singoli li ho ascoltati a ripetizione.
16 Marzo, ad esempio, la considero davvero una grande canzone. Quello che però a mio avviso gli mancava ancora era un grande album, di quelli che metti nel lettore cd o sul piatto (per noi che ancora amiamo il formato fisico) e non lo togli se non quando hai ascoltato l’ultimo brano. Nel 2025 Achille ha deciso che era arrivato il momento di abbracciare un pubblico più ampio e rendere la sua musica più “popolare” e ha scelto di farlo con canzoni “suonate”, in altre parole vestite con abiti più tradizionali. Niente trap (ormai definitivamente accantonata), chitarre acustiche ed elettriche sempre presenti, con l’elettronica ridotta invece ai minimi sindacali.
Con Comuni Mortali (12 episodi in tutto) finalmente ha fatto un regalo ai suoi fan della prima ora e ne ha certamente aggiunti molti altri. Il brano portato a Sanremo, Incoscienti Giovani credo rappresenti al meglio questa sua nuova veste cantautorale, che si rifà ad artisti del passato che hanno messo al centro la melodia con un deciso approccio radiofonico. Il suo linguaggio resta immediato, diretto, senza filtri ed in generale i suoi testi hanno fatto spazio ad un’intimità che ha messo più a nudo la persona, permettendo di andare oltre a ciò che si possa percepire dalla sua immagine. Come quando canta il suo omaggio alla mamma Cristina, recuperando il suo lato rap per raccontare la storia di una donna forte ma anche della propria infanzia tutt’altro che facile. Il suo pezzo più personale di sempre e per questo forse anche il più emozionante.
A giugno di quest’anno Achille ha deciso poi di pubblicare una sorta di edizione deluxe del disco (con 5 pezzi in più) dando all’album lo stesso titolo di un nuovo brano che considero l’apice della sua carriera fino ad oggi: Comuni Immortali. È una dichiarazione d’amore totale e romantica, perfino esageratamente romantica, ma questo artista vive di eccessi e in qualche modo questo lo rende speciale. Il video girato alla fontana di Trevi nel centro di Roma evidenzia quanto la sua città sia parte della sua vita e delle sue canzoni. Non si contano infatti le citazioni di zone magiche della Capitale e, almeno in questo particolare aspetto, forse il cantautore al quale si è maggiormente ispirato è Antonello Venditti che ha sempre messo la sua “romanità” al centro.
Il successo che Achille Lauro sta raccogliendo negli stadi di Italia è la prova che il percorso artistico intrapreso gli ha dato ragione anche se forse non sarà definitivo, vista la sua propensione a proporre sempre qualcosa di diverso. Lo seguiremo con curiosità anche in futuro perché merita attenzione e questo disco è una vera bomba.

