Raccontare un concerto dei Modena City Ramblers non è mai scontato come potrebbe sembrare.
Una scaletta con alcune chicche, un impegno sociale che cavalca sempre il palco ed il fermento positivo che attraversa il popolo ramblers che conta, oltre che sui soliti noti, su un ricambio generazionale che come le onde del Mediterraneo continua senza soluzione di continuità. Almeno quattro generazioni sono presenti nella venue orobica e questa è la vera forza di una band che traduce le proprie convinzioni in parole e musica che colpiscono come un pugno nello stomaco.
Non ha paura, Dudu, di denunciare le ingiustizie, nostrane ed internazionali, che martoriano quotidianamente la nostra amata Gaia ad ogni latitudine. Non hanno paura i nostri sette moschettieri di levare i loro canti contro tutto e tutti in difesa dei più deboli. E lo fanno con parole che pesano come macigni, oggi più che mai.
Poi, poi c’è la voglia di far festa, sia sopra che sotto il palco, che non è una bestemmia. Anzi.
“il nostro modo di dire ai potenti della Terra che non ci arrenderemo mai. Noi non ci arrenderemo mai. E porteremo i nostri sorrisi, la nostra forza, le nostre idee, la nostra solidarietà a chiunque e ovunque ve ne sia bisogno”.
Sventolano bandiere palestinesi, salgono cori che incitano all’antifascismo, e vedere adolescenti gridare con tutta la voce che anno in gola fa bene al cuore.
Si accennava a delle chicche in scaletta, e allora si parte con La guera del barot, quindi Figli del vento e si finisce con Riaccolti, queste le tre perle che ci hanno regalato i delinqueint ed Modna. Prima e dopo cavalli di battaglia quali Grande Famiglia che ha dato il via al concerto, Viva la vida, Che botta, Ebano, e tante altre, fino alla chiusura con The great song of indifference.
Una festa dove si viene invitati a pensare con la propria testa e di questi non è affatto poco.
04.07.2026.
Modena City Ramblers.
NXT Bergamo






















