Recensioni

Rival Consoles – Night Melody

Claudio Donatelli

suono essenziale, capace di dirigersi subito al centro emozionale degli ascoltatori e che ha una brillante capacità di emozionare

L’etichetta londinese Erased Tapes Records ha iniziato la sua attività nel 2007 con la pubblicazione di materiale inedito di un certo Ryan Lee West, sotto lo pseudonimo Aparatec, raccolto in Vermeer Ep. La Erased Tapes Records è un punto fondamentale di questo racconto, negli ultimi anni ha lavorato e lanciato importantissimi artisti che hanno contribuito a rinnovare la musica ambient elettronica. Tra questi possiamo citare Olaf Arnalds, Neil Frahm, Kiasmos, Michael Price.
La Label indipendente è anche famosa per il suo packaging molto originale e attento al design, ma anche per le sue compilation free, realizzate ogni 10 pubblicazioni.
Il flusso musicale che quelli della Erased Tapes stanno mandando in circolo ha un sound molto ben definito, percorrendo un sentiero molto impervio ma affascinante, riescono a rendere più umani i suoni sintetici, più analogici i suoni elettronici.
Piccola divagazione dal tema centrale, se passate per la città di Ancona nel periodo di luglio e volete approfondire il tema appena accennato non perdetevi l’Electroacustic Festival Acusmatiq di Paolo Bragaglia.
Per chiudere il cerchio torniamo al produttore londinese Ryan Lee West dal 2007 continua la sua produzione musicale raccogliendo molto successo. Nel 2016 ha pubblicato sotto il nome di Rival Consoles l’album Night Melody, il proseguimento del precedente e fortunatissimo cd Howl, una sorta di seconda puntata di un personale viaggio notturno.
L’ottimo riscontro di pubblico ha portato Ryan a girare molto per il Mondo in Tour e durante un piccolo periodo di pausa è riuscito a scrivere queste 6 nuove tracce, utilizzando pochissime apparecchiature, alla ricerca di un suono essenziale, capace di dirigersi subito al centro emozionale degli ascoltatori. Un crescendo di luci che si accendono, passi e mani che battono, tastiere e bassi che colmano gli ampi spazi, così apre Pattern Of The North.
Alla città di Johannesburg è dedicata la seconda canzone, una trance dance dal ritmo incessante che sembra riprodurre un respiro affannato sotto i tamburi battuti, e le corde vibrate. Il ritmo è melodia, ogni semplice oggetto può essere ritmo e melodia allo stesso tempo, fino a raggiungere uno stato quasi simbiotico con l’ambiente e lo spazio.
La canzone che regala il nome al disco rappresenta a pieno il mood di Rival Consoles, un forte amore per quella che potremmo definire art-dance, una chiara passione per i suoni umani che scandiscono il ritmo di ogni istante, una brillante capacità di emozionare con piccole e semplici giochi melodici.

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