Recensioni

Persian Pelican – How To Prevent A Cold

Claudio Donatelli

Il secondo cd di Persian Pelican fa colpo al primo ascolto e la qualità di ogni singola traccia lo rende piacevole anche dopo molti passaggi

Finalmente dopo tanti anni, un giovane autore italiano, ci porta nuovamente sulle strade soniche per Ascoli Piceno. Da qui inizia l’attività artistica di Andrea Pulcini in arte Persian Pelican, autore e polistrumentista.
Nel 2008 esordisce con il disco dal nome These Cats Wear Skirts To Expiate Original Sin, tutto autoprodotto e registrato in una fabbrica di borse del Piceno. Così si conquista l’etichetta di autore intimista lasciando sorpresi molti ascoltatori e critici.
Nel 2010 si trasferisce a Barcellona dove, con l’aiuto di musicisti locali riesce a suonare in molti locali della città. Proprio in questo soggiorno nascono nuove canzoni, nuove idee che nel 2012 vengono riportate in Italia, a Roma. Registrate negli studi di Mio Studio di Roma, con la collaborazione di Michele Boreggi, danno vita al nuovo cd How To Prevent A Cold, uscito nel settembre 2012.
Il disco si apre con rumorismi notturni, con il suono dolce di corde pizzicate, come a dare il benvenuto all’ascoltatore e a prepararlo al viaggio musicale che sta per intraprendere. Si passa così a There Is No Forever For Us, sonorità acustiche che si fondono con piccoli inserti elettrici ben calibrati. Intrecci di chitarre ritmiche e arpeggiate, voci e cori che velocemente si sovrappongono al cantato di Andrea Pulcini. Un pop d’autore che musicalmente si rispecchia nel songwriting made in USA meno battuto, quello di artisti come Elliott Smith, Sparklehorse. Ancora movimenti veloci di chitarre acustiche ed elettriche nella traccia Overcast Sky, atmosfere sospese e melodie perfette lanciano il coro.
L’anima mitteleuropea di Persian Pelican traspira soprattutto nei testi, racconti di quotidiane perversioni, di amori sofferti, melodrammi sentimentali. How To Prevent A Cold è la traccia più riuscita del disco, ballata fluttuante, di arpeggi di chitarre costruiti per successivi livelli melodici che accompagnano un’ordinaria storia di freddi rapporti.
Nelle 12 tracce vengono utilizzati con maestria anche strumenti melodici e vintage come farfisa, ukulele e glockenspiel. Il secondo cd di Persian Pelican fa colpo al primo ascolto e la qualità di ogni singola traccia lo rende piacevole anche dopo molti passaggi.

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