Interviste

“P.I.P.P.U. Piccola Impresa per Produrre Umorismo”, intervista a Domenico Lannutti e Gaby Corbo

“Comicità, acrobazia, magia, poesia e follia, questi sono gli ingredienti della nostra ricetta per realizzare i nostri spettacoli. Io le chiamo allucinazioni organizzate”

Domenico Lannutti il nostro incontro si concretizzò nel 2015 ad una serata di “Comicibando”; ti chiesi di fare una foto alla tua maglietta che rappresentava una persona che si buttava in un bicchiere pieno di-vino. Di-vino è stato il nostro incontro. I primi passi come sono cominciati?
“La vita è l´arte dell´incontro” diceva qualcuno. Tutto è iniziato al Teatro Dehon di Bologna grazie al direttore artistico Guido Ferrarini maestro di vita e dell’invisibile, che mi disse: “Tu hai un comico dentro e non lo sai”.
In quel periodo frequentavo la facoltà di Economia e Commercio e parallelamente una scuola di teatro diretta da Nino Campisi. Al Teatro Dehon è iniziata la mia carriera con una parte nello spettacolo “La bisbetica domata” di W. Shakespeare.
Ho collaborato con il teatro Dehon per qualche hanno partecipando a vari spettacoli, poi ho conosciuto Bruno Nataloni attore e cabarettista con il quale è nata una coppia comica che ha girato l´Italia in lungo e in largo per più di 10 anni che mi ha svezzato all’arte del cabaret. Bruno faceva parte della “Compagnia Degli Gnorri” compagnia di teatro comico capitanata da Natalino Balasso e mi introdusse dentro la compagnia di cui ho fatto parte per alcuni anni. Contemporaneamente agli altri impegni ho iniziato la mia carriera da monologhista comico con vari spettacoli: il primo dal titolo “Riflessioni di un uomo che non fa niente e non vorrebbe fare neanche quello” a cui è seguito “Quando non c´é più scampo ci mangiamo la seppia!” e per chiudere la trilogia “Niente è permanente come dice sempre il mio parrucchiere!” spettacoli che porto tutt’ora in scena.
Nel 2010 incontro la mia compagna di vita Gaby Corbo e nel 2011 diventa anche la mia compagna di palco, abbiamo creato insieme la PIPPU (Piccola Impresa per produrre umorismo). Attualmente abbiamo in repertorio 6 spettacoli diversi che spaziano dal cabaret, circo-teatro, magia bizzarra, visual comedy. Ci piace fondere le arti con l’obiettivo di colorare il mondo di meraviglia. Giriamo l´Italia e l´Europa insieme al nostro piccolo Gaspar

Attore, comico, mago, autore, regista e formatore. Un vero vulcano! Sei passato da Rai 2 al laboratorio di Zelig per approdare come testimonial ad una serie televisiva CSI Las Vegas per la FOX Internetional. Cosa ci puoi raccontare di tutta questa esperienza?
Ho sempre avuto una passione per il cinema ma non mi è mai piaciuto fare i provini, di fatti ne ho fatti veramente pochi in vita mia.
Ho avuto una bellissima esperienza con una casa di produzione indipendente La Bekafilm, con cui ho realizzato alcuni corti, uno di questi “Buongiorno” ha avuto molto successo, ha vinto circa 100 premi nazionali e internazionali, c´è chi dice che è il corto più premiato della storia del cinema italiano. Grazie a questo corto che fu notato da alcuni responsabili della Fox Crime ci chiamarono a realizzare questo spot con me come testimonial per una stagione di CSI Las Vegas.
L’ esperienza con la Beka Film è stata una bellissima esperienza che mi ha fatto conoscere l´ambiente del cinema indipendente e di molti i suoi talenti.
Come regista e autore ho firmato 26 spettacoli finora ed è un gioco che mi piace molto perché mi pagano per avere idee. Come dice la mia compagna Gaby :“Tu sei un pigro con la mente iperattiva”, questo tipo di attività me permette di fare i salti mortali con la mente seduto sul divano bevendo un buon bicchiere di vino senza tanta fatica.
Per quanto riguarda la magia, è un’altra mia passione, frequento il club magico di Bologna dal 2007 e sono membro del Club Magico Italiano.
Come formatore insegno e in diverse scuole di teatro comico, e tengo seminari in tutta Italia sull’arte del comico.

Gabriela, nel 2016 ho avuto la fortuna di conoscerti nella palestra dove insegnavi, chiedendoti di poter fotografare il tuo lavoro aereo. Ci fu un bellissimo risultato fotografico, un’esperienza unica. Quale è il segreto che passa tra la palestra e il tuo lavoro a teatro, dato che anche li ti cimenti in prove acrobatiche?
Gabriela: Per me la palestra e il teatro sono strettamente collegati, il mio lavoro principale è fare l’attrice, mi piace fondere le arti e portare nelle mie performance diverse disclipline: acrobazia, giocoleria, musica, illusionismo, trasformismo ecc. Alcune di queste discipline le ho apprese in Argentina, mio paese di origine dove ho lavorato in diverse compagnie e circhi, altre discipline le ho apprese in Italia. Insegno in palestra verticali e trapezio, discipline che conosco meglio ed ho approfondito nei miei studi.

Gabriela oltre ad essere una grande interprete dei Tessuti Aerei, sei ormai da tempo, la spalla rassicurante di Domenico, attrice e costumista. Tu sei argentina, cosa ti ha spinto venire qui nel nostro paese?
Gabriela: Vorrei precisare che i tessuti aerei non sono la mia specialità, anche se la pratico come disciplina. La mia specialità aerea è il trapezio e la specialità a terra sono le verticali. Come ho già detto sopra oltre ad aver studiato recitazione ho studiato varie discipline tra le quali ho studiato sartoria teatrale per realizzare costumi da scena. Essere tuttofare e spesso improvvisare è una caratteristica Argentina, caratteristica che abbiamo sviluppato per motivi di sopravvivenza alle varie vicissitudini che il nostro paese ha subito.
Io sono nata in Argentina, ma di origine sono da parte di papà Italiana e da parte di mamma Spagnola. Nel 2004 con la Compagnia “Circo Circacho” ho viaggiato in Europa per lavorare durante la stagione estiva con uno spettacolo di circo-teatro, dopo essere stati 1 mese e mezzo in Spagna siamo venuti in Italia per partecipare ad un festival della durata di tre giorni. Appena ho messo piede in terra Italiana mi sono detta “sono a casa”, è stato amore a prima vista e invece di rimanere in Italia soltanto per tre giorni, sono rimasta un mese e mezzo, non volevo più andar via. Negli anni successivi ho continuato a viaggiare in Italia per lavorare con gli spettacoli durante il periodo estivo, nel 2008 non sono più tornata in Argentina perché oltre a lavorare volevo studiare in Italia, mi sono fermata a Torino e ho studiato li per 2 anni, Domenico mi rapì e portò a vivere a Bologna.

Domenico, in una delle tante nostre chiacchiere, mi raccontasti che era giunta l’ora di smettere con la televisione cominciando a fare le cose che più ti rendevano libero. Ai vostri spettacoli non si riesce a stare fermi un solo attimo, e riuscite a farci ridere in continuazione!. Tu sei anche un pedagogista.. Come nasce un vostro spettacolo?
Comicità, acrobazia, magia, poesia e follia, questi sono gli ingredienti della nostra ricetta per realizzare i nostri spettacoli. Io le chiamo allucinazioni organizzate, di solito le idee arrivano in sogno, vicino al mio comodino tengo sempre un taccuino, annoto le idee e dopo le propongo a Gaby, lei le salva sul desktop oppure me le cestina. Dall’idea originaria lavoriamo come fosse una palla di neve che viene giù per la montagna fino a diventare una valanga. Da questa valanga salviamo solo ciò che veramente ci piace e ci affascina ad entrambi. Qui inizia il processo di realizzazione, per tentativi ed errori ci avviciniamo al prodotto artistico finale, facciamo una serie di prove aperte con alcuni amici stretti fino alla messa in scena davanti ad un pubblico di sconosciuti.

Domenico, nei tuoi spettacoli porti anche tanta magia. Confesso che la magia è una mia vecchia passione.. Ci racconti da dove nasce questa tua voglia di “far credere una cosa che c’è e non c’è”?
La magia non è in quello che noi facciamo in scena ma negli occhi del pubblico che guarda. La magia è negli occhi di chi guarda, lo dico sempre, se tu credi alla magia la magia può accadere se tu non ci credi è un semplice trucco. Potremmo anche dire il trucco c’è ma ci credo! Questa antica arte mi affascina tantissimo perché rende possibile l’impossibile, unita poi alla comicità ha una forza incredibile.

La parola d’ordine è: ridere! Intuisco che sia la vostra forza, non solo a teatro, ma anche nella vita di tutti i giorni; pur avendo un pubblico misto e di tutte le età, credo che la forza maggiore ve la diano i bambini. Cosa ne pensate?
Gabriela: La verità e che noi adoriamo lavorare per il pubblico misto, i nostri spettacoli sono rivolti alla famiglie, ci riempie di gioia vedere ridere un bimbo insieme ad un adulto. Dobbiamo confessare che qualche anno fa avevamo molta paura di trovarci davanti ad un pubblico di soli bambini, quando ci capitò di lavorare per prima volta davanti ad un pubblico di soli bimbi dell’ asilo e prima elementare ci siamo sorpresi della loro recettività e del nostro grado di coinvolgimento, loro ridono senza censure e con molta sincerità.
Domenico: La risata è salvifica e liberatoria, ti fa vedere l’invisibile, ti aiuta a convivere con il non senso della vita, ti fa accorgere della bellezza, annulla il senso del tempo. Il riso e le sue cause scatenanti, ci fanno accettare il carattere paradossale della vita, per illuminare l’ombra che c’è dietro l’esistenza. In paradiso non si ride diceva Mark Twain, se il mondo fosse perfetto non ci sarebbe bisogno di ridere, la risata nasce sempre dal dolore, dall’imperfezione, dalla violazione di una regola o di una norma, dalla distorsione della realtà, da un difetto, da un vizio, da un incidente, dall’inaspettato o per assurdo dalla perfezione eccessiva. L’uomo da sempre cerca forme stabili a cui attaccarsi, come una cozza allo scoglio, per sentirsi al sicuro. Niente è permanente, tutto cambia continuamente, è un flusso incessante indistinto e irruente, questo l’uomo spesso non riesce ad accettarlo e l’umorismo e la risata gli vengono in aiuto.

Nei vostri spettacoli il tutto esaurito è una costante; riuscite a coinvolgere la gente a tal punto che la trascinate sul palco facendola partecipe completamente. Mi vien da dire che la vita deve essere sempre così! Coinvolgente…
Domenico e Gabriela: Ci piace il contatto con il pubblico, ci piace lavorare senza quarta parete, lo spettacolo per noi è un grande rito collettivo, noi siamo al servizio del mistero sapiente di cui facciamo parte, veicoliamo meraviglia, stupore, divertimento, bellezza, magia e tutto ciò che ci fa sentire esistere. Lo spettacolo lo facciamo insieme al pubblico, ci piace la partecipazione, rendere il pubblico protagonista, l’esperienza estetica deve essere condivisa.

Siete anche molto attivi nel web, e data la situazione covid, per ora rimane l’unica via di uscita. A tal proposito, vedo che il problema covid lo prendete in giro alla maniera P.I.P.P.U. e questo lo ritengo un grande insegnamento per tutti.
Gabriela: Veramente è Domenico quello attivo sul web nella coppia, anche se prima di pubblicare una battuta mi consulta e chiede sempre la mia approvazione. Io sono un po’ più pigra e mi diverte di più spupazzarmi mio figlio che è ancora piccolo e me lo voglio godere prima che prenda il volo. Una cosa su cui siamo d’accordo con Domenico è di non portare la nostra vita privata sui social, li usiamo per lavoro e per condividere appuntamenti, ricordi e foto dei nostri spettacoli di Alessandro Corona e altri fotografi bravi come lui.
Domenico: In questo periodo il web ci è stato molto d’aiuto, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista lavorativo. Io penso che i social siano diventati il focolare moderno intorno al quale le persone si trovano a parlare e condividere le loro esperienze. Il fatto di potersi nascondere dietro una tastiera ha fatto venire fuori il meglio e il peggio di noi, il covid poi ha esasperato tutto questo, penso che la pandemia è come una lente d’ingrandimento se prima eri una bella persona con la pandemia sei diventato una bellissima persona, se prima eri un coglione con la pandemia sei diventato un grandissimo coglione.

Nel 2019 ad un vostro spettacolo, avevate con voi il piccolo Gaspar dietro il palco, e devo dire che questa cosa mi ha emozionato tantissimo! Sta già prendendo le giuste lezioni di vita “comica” da voi?
Gabriela:Gaspar è un piccolo clown, è lui che ci fa ridere e ci sorprende ogni giorno con le sue uscite inaspettate. Ha viso tanti nostri spettacoli, fa già le corna con le dita per fare il rito contro la iella e va in giro per la casa urlando uataaa, come il mago della Maiella. Fa un sacco di capriole e prova ad imitare la madre cercando di fare le verticali, ci chiede di guardare video di clown invece dei cartoni animati e ride tanto e spesso. Domenico da quando era in fasce ha sempre giocato con lui cercando di farlo ridere il più possibile, le sue risate e i suoi capricci hanno reso più lieve quest’ultimo anno di pandemia.
Domenico: Dicono che i figli vengono al mondo per insegnare qualcosa ai genitori, mi sta insegnando tanto ma la cosa più bella e che mi ha fatto riscoprire è la bellezza del gioco senza un fine, giocare per la gioia di giocare.

Domenico vorrei fare un passo indietro: nella tua vita c’è spazio per il cinema? O meglio gli spazi aperti e a diretto contatto con il pubblico?
Durante la mia carriera a parte la bellissima esperienza con la Bekafilm, di cui ho parlato sopra mi è sempre piaciuto fare spettacoli live, mi piace il contatto con il pubblico. Non mi precludo esperienze cinematografiche anche se non faccio niente per averne, del futuro non ve certezza, lasciamo fare al Dio degli ubriachi.

Domenico e Gabriela vi ringrazio di cuore per avermi dato questa possibilità… da vicino. Per me siete due persone straordinarie, amanti della vita e della sua purezza. Spero di rivedervi quanto prima.
Domenico e Gabriela: Anche noi speriamo di rivederti quanto prima e soprattutto da un palco mentre scatti le tue foto meravigliose. In questi mesi di fermo il palco ci è mancato ma non ci siamo mai annoiati, stiamo lavorando per voi, che la meraviglia ci perseguiti!

Intervista e foto: Alessandro Corona

About the author

Alessandro Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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