Interviste

Miglio, Intervista

Giovanni Panebianco

Forse perché arrivo da tanta gavetta fatta anche nei pub dimenticati da Dio e la macchina televisiva mi lascia un po’ incerta sulla riuscita reale e vera di un artista

Istrionica poetessa metropolitana, le canzoni di Miglio sono uno spaccato di vita quotidiana. Il 6 novembre è uscito “Erasmusplus”, suo quarto singolo preceduto da “Pianura Padana”, “Pornomania” e “Bagno Paradiso”. Noi la abbiamo intervista per addentrarci meglio nel suo progetto musicale.

Perché hai scelto Miglio come nome d’arte?
Perché fa parte di me. Miglio è l’ultima parte del mio cognome Zappamiglio.

In che modo la tua strada ha incrociato quella di Matilde Dischi?
Per casualità e, poco dopo, per scelta di entrambi. Ho incontrato la prima volta Davide di Matilde a Milano e dopo avermi detto: “Ho ascoltato tutti i provini e ci sono cose che forse capisci solo tu, non sei una facile, ma Pianura Padana sarà il prossimo singolo”, abbiamo iniziato questo percorso insieme

“Erasmusplus” racconta delle difficoltà che si riscontrano nell’amare qualcuno via webcam. Come nasce questa canzone?
Ho scritto “Erasmusplus” senza sapere dove sarei andata realmente a finire. Ho raccontato di storie che in realtà non mi colpivano direttamente, anche se poi, in qualche modo, ci finisce sempre dentro qualcosa di mio. È un brano che parla di distanze e della difficoltà che possiamo riscontrare nell’incontro reale rispetto ai rapporti umani, che sono spesso complicati e fatti di barriere. 

In un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui si parla quotidianamente di un nuovo lockdown, il tema di “Erasmusplus” è tremendamente attuale, non trovi? Cosa ne pensi di questa possibilità?
Si, certamente. L’ho scritta quando eravamo ancora in casa e mi ha colpito proprio la situazione di altre persone che, oltre alle problematiche normali che possono esserci in un rapporto, si sono trovate a dover relazionarsi solo attraverso uno schermo, passando nottate in webcam, cercando di far decollare un rapporto appena nato con la sola comunicazione virtuale. Questo mi ha particolarmente colpita. 

Rimanendo nel presente, più in ambito televisivo, vorrei un tuo parere sui talent show
Credo siano un mezzo molto potente per farsi conoscere in maniera istantanea e velocissima. Sono in grado di darti visibilità in soli 3 minuti. Questo è indiscutibile. Allo stesso tempo credo possa essere una scorciatoia pericolosa se si usa senza saperci stare. È sempre televisione e ci sono delle dinamiche che vedo e sento molto distanti dai palchi reali. A me spaventano un po’. Forse perché arrivo da tanta gavetta fatta anche nei pub dimenticati da Dio e la macchina televisiva mi lascia un po’ incerta sulla riuscita reale e vera di un artista.

 Nel solo 2020 hai fatto uscire quattro singoli. Non ti sembra che i tempi siano maturi per un full length?
Si, infatti in primavera vi lascio un po’ di canzoni dentro a un album. A breve mi chiuderò in studio per iniziare e finire questo disco.

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