Interviste

Max Casacci, Intervista

Giovanni Panebianco

“Il nostro percorso artistico non ha mai ceduto alla tentazione di essere uguali a quanto fatto nel disco precedente”. Max Casacci

Tra gli eventi estivi più attesi di questa estate 2019 ha figurato sicuramente il concerto dei Subsonica del 13 Agosto in occasione della Notte Bianca di Guardiagrele (CH). Il giorno prima, lunedì 12 Agosto, Max Casacci, chitarrista storico della band torinese, ha tenuto una Lectio Marginalis sul tema de “Il Terzo Paradiso”, brano pubblicato nel disco “Una Nave In Una Foresta”, che ha coinvolto direttamente l’artista Michelangelo Pistoletto nella sua creazione. Alla fine della conferenza, che si è tenuta nella meravigliosa Piazza Santa Maria Maggiore del comune teatino, lo abbiamo avvicinato per scambiare quattro chiacchiere.

Stasera sei qui per parlare di una canzone in particolare, “Il Terzo Paradiso”. Ci puoi raccontare la sua genesi?
Stavamo scrivendo “Una Nave In Una Foresta” ed è arrivata una telefonata da parte di Michelangelo Pistoletto. Io avevo precedentemente collaborato con lui, qualche anno prima per un’altra iniziativa, e ci chiedeva se fossimo disposti a fare un intervento sonoro a Città Dell’Arte, che è un po’ la sua base operativa. In quel momento non ci era possibile, ma questa chiamata in qualche modo ha innescato un qualcosa che poi ha portato alla nascita di questo brano. Stavamo armeggiando intorno a una base che mancava un po’ di destinazione. La figura di Michelangelo ci ha fornito l’ispirazione giusta.

Ci puoi parlare del progetto Demonology HiFi?
Demonology HiFi è un esperimento mio e di Ninja che ha a che fare con la musica Dance, quella proprio che si balla con i bassi a palla. In qualche modo rappresenta il livello più profondo e oscuro della musica dei Subsonica, declinata in chiave spirituale. Noi giochiamo a fare gli esorcisti, a fare i predicatori. Utilizziamo argomenti trascendentali, perché la musica da dancefloor purifica in un rituale collettivo di salvezza.

Qual è momento che ti sta più a cuore della tua lunga carriera?
Paradossalmente i momenti che mi stanno più a cuore sono quelli in cui pensi di gettare la spugna, perché questo succede quando fai delle attività che hanno a che fare con la sperimentazione. Ci credi, sembra tutto perfetto, ma poi la gente ci mette ancora un attimo ad arrivarci e a capire. Tutti questi istanti rappresentano una costellazione di ricordi bellissimi che appartengono alla storia dei Subsonica e di tutte le mie altre vite musicali precedenti e parallele.

Come si è evoluta la vostra musica dagli esordi a oggi?
La nostra musica si è evoluta un po’ in relazione alla musica elettronica, che ci costringe in qualche modo a un aggiornamento costante. E’ un mondo in perenne trasformazione. Si è evoluta anche con la crescita di noi stessi, quindi diciamo che ci sono state delle trasformazioni, ma non so se si possono chiamare evoluzioni o in un altro modo. Comunque, nell’insieme, il nostro percorso artistico non ha mai ceduto alla tentazione di essere uguali a quanto fatto nel disco precedente.

Domanda flash per concludere: tornereste a Sanremo?
Certo, in qualità di ospiti (ride, ndr).

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