Recensioni

Matrioske di vetro: la complessa leggerezza di “Odette”, il nuovo thriller di Salvatore Conaci

Scritto da Roberta Cricelli

 

A volte l’esercizio narrativo si presenta mappa invisibile tracciata dai margini della psiche prima che dall’inchiostro. Se nel suo precedente lavoro Cosa accadde davvero a Evie Benson (Bookabook, 2021) l’indagine dell’autore catanzarese Salvatore Conaci, si muoveva tra le spire insidiose della manipolazione relazionale e dell’inganno virtuale, con Odette, la nuova prova letteraria edita da Vintura Edizioni, la sua ispirazione compie un affondo ancora più radicale. L’opera, configurandosi come un tuffo a più riprese nel dedalo del trauma, nella sua ricucitura e nell’insanabilità di alcuni strappi, cristallizza la cifra di uno scrittore che fa della criminologia, dell’attenzione al dettaglio e della disamina del mondo contemporaneo, gli strumenti d’elezione per smascherare i silenzi della coscienza.

La struttura narrativa si sviluppa come un raffinato congegno teatrale, unendo due piani temporali e geografie emotive apparentemente distanti ma destinate a collidere. Nel presente, ambientato in Svizzera nel novembre del 2019, seguiamo la discesa agli inferi di Céline Vogt, curatrice editoriale a Berna la cui esistenza, già frammentata da una difficile separazione e dalle fatiche della genitorialità, precipita nel terrore più assoluto quando il figlio minore scompare misteriosamente in giardino di casa dopo essere stato adescato da una perturbante figura ai margini della boscaglia. In parallelo, la trama si insinua nelle pagine di un manoscritto inedito firmato da un giovane autore esordiente, Cédric Favre. Il plico riapre un caso di cronaca oscura risalente agli anni Novanta a Delémont  in Svizzera, riportando alla luce la tragica vicenda di Odette Aubry, una diciottenne “protetta” da una facoltosa famiglia di produttori di birra ma di fatto imprigionata in una gabbia dorata (che si tramanda generazionalmente) fatta di possessività, equilibri relazionali soffocanti e feroci episodi di bullismo scolastico (particolare che attinge pure all’esperienza di Conaci come docente che dialoga con l’universo giovanile).

Attraverso una galleria di personaggi tracciati con il rigore del profiler e la sensibilità dell’umanista, il romanziere aggira le sagome stereotipate. Céline incarna la vulnerabilità di una modernità smarrita, sospesa tra il rigore intellettuale e la totale impotenza di fronte all’irrazionale; Odette, dal canto suo, non è ridotta a una semplice vittima ideale ma vive tra le righe con tutte le sue contraddizioni, schiacciata dal peso di un ambiente altoborghese asfissiante e dalle correnti crudeli del branco.

Intorno alle protagoniste si muove una galassia di figure maschili e comprimarie che evitano accuratamente ogni archetipo manicheo, restituendo le diverse sfumature dell’inadeguatezza, dell’omissione e della colpa condivisa. Dalle crepe di legami coniugali logori alle dinamiche di gruppo che stritolano le individualità nei contesti provinciali o elitari, gli uomini di questo romanzo (in uscita il prossimo 15 ottobre) raccontano l’impotenza, il cinismo silenzioso o la complicità passiva. Ciascuno di essi, al pari delle figure femminili, va incontro a un proprio ineludibile epilogo: un traguardo che per alcuni si traduce in una forma di riscatto faticoso, per altri nella conseguenza estrema ma lucida e libera delle proprie azioni.

La prosa si distingue per una precisione quasi chirurgica, capace di alternare il distacco analitico del referto investigativo al calore soffocante dell’angoscia esperienziale. L’espediente del “romanzo nel romanzo” funziona egregiamente come propulsore della suspense, trasformando la scrittura stessa nel mezzo più efficace per disseppellire i demoni zittiti collettivamente (la citazione diretta a Arthur Conan Doyle attraverso il libro “Il Mastino dei Baskerville” che Odette sfoglia, pare un chiaro omaggio all’intenzione di utilizzare il thriller come pretesto per disvelare il buio umano e alle letture che lo scrittore ha affrontato per costruire un personale orizzonte narrativo) , nutrendo, in ogni tempo quella fame d’amore, quella fede nell’amicizia, quel bisogno di verità a cui (pur avendolo fatto per decenni) non è possibile abdicare per sempre.

 

 Se da un lato l’ampio respiro dell’analisi psicologica richiede al lettore di non cedere mai alla distrazione (data pure la fitta stratificazione degli eventi) talvolta rallentando la progressione ritmica, dall’altro, la possibilità di identificarsi empaticamente nelle questioni umane proposte, rintracciando precisi canoni di genere senza che essi si rivelino troppo facilmente decodificabili, conferisce solidità fluttuante alla storia. L’espediente della volpe, una presenza bifronte che agisce come guida e custode protettiva nei confronti di chi la segue ma che al tempo stesso incarna l’astuzia necessaria per divincolarsi dalla morsa di un destino già scritto, pur a costo di sacrificare parti vitali di sé è un elemento di cui ci si scorda in fretta per poi riscoprirlo cruciale. La dualità che ne emerge risuona potentemente nell’immagine di copertina, dominata dal volto giovane, luminoso e dai capelli rossi di Odette: un’effigie che anticipa come le grandi storie, pur intessute di violenza sottile o palese, finiscano per raggrumarsi attorno a nuclei elementari ed evocativi flash di una ragazza in cerca di una strada non lineare. Un’anima mossa dal desiderio di una felicità aderente alla luce che porta dentro di sé, qualunque sia il prezzo da pagare.

È un romanzo quello di Conaci, in cui la necessità di tenere in piedi una trama estremamente porosa, cioè densa di accadimenti, non appesantisce affatto la pagina; anzi, la possibilità di trovare un riscontro immediato nella quotidianità di ieri e di oggi rispetto a tutte le vicende raccontate fa sì che chi legge non senta mai l’esigenza di giudicare, di fermarsi o di tirare il fiato per ripartire.

 I rimandi alla dimensione editoriale, alle agenzie letterarie, alle misteriose scomparse, cavalcano un’atmosfera di familiarità con l’universo consolidato dall’autore, che rimane fedele alle proprie prerogative di narrazione senza crogiolarsi in formule già esplorate e seminando tracce di sé (oltre al già citato sguardo da insegnante, emerge una buona conoscenza dei luoghi descritti senza pose da cartolina e la volontà di identificarsi con lo scrittore fittizio della sua storia, fosse anche solo per lo smalto consunto sulle unghie) lungo il cammino.   La lettura scorre liscia e ininterrotta proprio perché totalmente immersa nell’esistenza.

Odette si conferma una matrioska da aprire con gusto, un thriller denso che interroga le zone d’ombra dell’Io con grazia e senza moralismi, dimostrando come il passato non è mai davvero obliato; presto o tardi si presenta alla porta con l’ammontare esatto di ogni conto in sospeso.

 Per suggellare questa sua immutabile sovranità, il peso di “ieri” incide sulla pietra del presente un graffito indelebile, un segno profondo che nessuna piena fluviale, per quanto violenta o salvifica essa sia, riuscirà mai a lavare via del tutto.

https://www.vinturaedizioni.it/

 

About the author

Roberta Cricelli

Nata a Catanzaro. Classe 1995. Si diploma al Liceo delle Scienze Umane “E. Fermi” di Catanzaro. Si laurea in Sociologia all’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo all’Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista scrive per: la redazione catanzarese de “Il Quotidiano del Sud” , il mensile “Catanzaro City Magazine”, cura la rubrica “Riflessioni allo specchio per “Catanzaro Informa” ed alcuni sui articoli scientifico- divulgativi sono presenti su “Sociologicamente.it”, collabora con l’associazione culturale “ Calabria Contatto”, cura insieme alla poetessa Doris Bellomusto dei contributi per il blog di Radio Ciak e si diletta tra pensieri in versi e in prosa.
Nel 2014 vince una Borsa di studio nell’ambito dell’iniziativa “Pace e Dialogo con le Nuove Generazioni” promossa dal Rotary Club Distretto 2100 per il saggio “L’eterna esigenza dell’uomo”. Nel 2018 è tra i poeti selezionati nell’ ambito della VII edizione del premio “Alda Merini” promosso dall’ Accademia dei Bronzi di Catanzaro per far parte dell’antologia “Versi per Alda” con la poesia “Fenice”. Ad Aprile 2019- Si classifica al PRIMO POSTO al concorso “Calabria in Versi 2019” indetto da “Calabria Contatto” con la poesia “Radices” contenuta nel booklet omonimo del concorso insieme al componimento “Gea- Madre Terra” ed entra a far parte della giuria di qualità delle successive edizioni nella sezione Poesia e del team associativo. A luglio 2019- Il componimento “Intensa- Mente” è tra le opere selezionate nella I edizione del concorso Nazionale di Poesia "Dantebus”. A settembre 2019- Il componimento “marzo” viene inserito nel Calendario 2020 de “L'Albero di Kery ONLUS” nell’ambito del primo concorso di poesia “Rime tra gli alberi” dalla stessa indetto. A giugno 2020- Il componimento “Risacca” è tra le opere selezionate come finalista web nell’ambito del contest “I corpi e i luoghi” indetto dall’ “Accademia Mondiale della Poesia” A luglio 2021- Si classifica al TERZO POSTO alla I edizione “Premio Nazionale di Poesia La Masnada” sezione poesia inedita. Da agosto 2021-Redige recensioni su volumi a tema calabro o di autori calabri per la rubrica “Calabria Libri” sulla piattaforma calabriacontatto.it. A novembre 2021- Cura la prefazione della silloge “In 7 parole” di Italo Cirene (VJ Edizioni). A dicembre 2021 Il componimento “L’acrobata” è pubblicato nel volume “Avvocati. Ritratti di una professione” di Gianluca Bellacoscia (YoucanPrint). A Maggio 2022- ll componimento “a(Essenza)” è selezionato per la pubblicazione all’interno della collana di autori vari “Libro Verde (IVVI Editore).

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