Recensioni

Los Campesinos! – A Good Night for a Fistfight

Carmelo Di Mauro
Scritto da Carmelo Di Mauro

la verve da “youngsters” scatenati, che girano il Galles in furgoncino per proporre la propria musica, c’è tutta: il suono è sempre intenso, i cori caotici, le melodie avvincenti.

La location elegante non invita certamente a fare a pugni, tutt’altro. La “Assembly Hall” è un teatro dalle poltroncine di velluto rosso, riaperto nel 2010 dopo un lavoro di restauro e recupero funzionale reso necessario da un periodo di oblio durato 20 anni. Si trova ad Islington, vivace quartiere di Londra, e nel dicembre dello scorso anno ha ospitato una serata speciale con protagonisti i “Los Campesinos!”, una delle band più coinvolgenti degli ultimi anni. L’occasione è stata favorevole non solo per tenere un’ esibizione dal vivo, ma anche per registrare il concerto e dare finalmente alle stampe un disco dal vivo intitolato “A good night for a fistfight”. L’avverbio “finalmente” non è però figlio dell’attesa.
In effetti, per una formazione che è in giro da 7 anni, la pubblicazione di un album dal vivo sembra una forma di celebrazione non necessaria che nasce, forse, da un momento di stanchezza compositiva, più che dalla voglia di fare il punto della situazione. Finalmente, però, dopo un tentativo andato a vuoto alla fine del 2011, i Los Campesinos! riescono a catturare un proprio concerto in una registrazione soddisfacente a tal punto da poter essere pubblicata. Le motivazioni di una simile operazione editoriale vengono comunque spiegati dalla band, attraverso il proprio sito, in questo modo: “l’occasione era utile per celebrare al contempo l’uscita dalla band di Ellen Campesinos! (la bassista, nel gruppo sin dagli esordi, ndr) e il rientro nel gruppo di Aleks Campesinos! (la rossa e fascinosa tastierista, ndr) che ha lasciato la band per tornare ai suoi studi nel 2009. Abbiamo suonato un set di 21 canzoni davanti ad una platea di 800 persone e, a parte alcuni affascinanti errori sul palco e le spiacevoli molestie da parte di gente ubriaca, abbiamo realizzato un documento che si avvicina molto all’idea di un greatest hits”.
Tra alti e bassi la carriera della band di Cardiff si è evoluta in un continuo lavoro di riscoperta del proprio suono, esplosivo e folleggiante ai tempi dell’e.p. “Sticking fingers into sockets” (2007) e del loro primo album “Hold on now, youngster…” (2008), divenuto più oscuro e forse più stanco nelle pubblicazioni successive.
Il disco, in ogni caso e a prescindere dalle ragioni della sua pubblicazione, ci serve per avere la conferma di quanto possano essere coinvolgenti dal vivo. Benché le voci catturate durante il live non siano brillanti e fiammeggianti come appaiono sulle incisioni in studio, la verve da “youngsters” scatenati, che girano il Galles in furgoncino per proporre la propria musica, c’è tutta: il suono è sempre intenso, i cori caotici, le melodie avvincenti. E il pubblico sembra rispondere alla grande, tra applausi e autentiche ovazioni quando la band propone i propri classici quale l’intramontabile “Death to los campesinos!” e gli altri pezzi presi da “Hold on now, youngster…” tra cui anche “Knee deep at ATP”, presentata da Gareth Campesinos!, la prima voce maschile, come un brano nato nell’estate del 2006, per quanto sarà pubblicata solo alla fine del 2007.
Cori da stadio in sottofondo, poi, per “My year in lists” e per “You! Me! Dancing!” introdotta come di consueto da una lunga “suite” in cui fanno anche capolino gli accordi del riff introduttivo di “Smells like teen spirit” dei Nirvana. Il pubblico sembra apprezzare molto anche i brani delle altre pubblicazioni della band, in particolare “Ways to make it through the wall” brano di “We are beautiful, we are doomed” (2008) che apre il concerto e l’intero lavoro, e “These are listed buildings” contenuta in “Romance is boring” (2009), senza mostrarsi distratto nel momento in cui vengono proposte le title tracks e finendo anche con il cantare a squarciagola “Straight in at 101”.
Chi conosce la loro musica troverà, ascoltando questo “A good night for a fistfight”, buone ragioni per continuare ad apprezzarli e per acquistare il biglietto di una delle loro prossime esibizioni dal vivo. Chi non li conosce potrà godere non solo del meglio della produzione di una delle formazioni più brillanti degli ultimi anni, ma anche cogliere in pieno quella verve da giovanotti musicalmente irruenti che ha permesso loro di attrarre le attenzioni di molti appassionati. E che importa se ancora non appaiono del tutto convincenti le ragioni che hanno portato alla pubblicazione del disco, in fondo ci fa divertire tanto ed è questo che conta davvero.

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