Recensioni Soundcheck

Le Naphta Narcisse – Narcisi Geishe

Claudio Donatelli

Rock, puro e semplice, popolare, diretto, sboccato, cinico. Suonano come una vera rock band. Bravi.

La storia che è dietro al nome di questa band, Le Naphta Narcise, ha tutti gli elementi di cui si nutre la musica rock.
Folgorazione: Mirko (voce) e Stefano (batteria) nel ’95, appena diciottenni, si incontrano in una birreria parlano per tutta la notte e decidono di formare una band. Da quel momento saranno per sempre Caster e Gas.
Il nome: Reclutano musicisti ed iniziano subito le prove in una storico scantinato in un palazzo del ‘400 de L’Aquila. Sin dagli anni ’70 questo luogo magico è ritrovo per i giovani musicisti aquilani e si chiama Nafta Benza. Dall’amore per questo luogo e dall’interesse che i due ragazzi hanno per il concetto di narcisismo arriva l’idea per un originale nome come Le Naphta Narcisse.
I live: molte sono le esibizioni che vedono protagonisti Le Naphta, tra le quali ricordiamo i live al fianco di Subsonica, Wolfango. Dal ’98 il progetto ha una spinta creativa importante proprio grazie all’arrivo di Daniele, detto ilMafio. Quindi giù con nuovo materiale e concerti neì locali di Roma.
La vita colpisce violentemente: per problemi vari la band si ferma e i ragazzi si allontanano. In seguito torna l’idea di ritornare insieme e fare musica, anche se le difficoltà logistiche rallentano il tutto. La notte del 2009 la città de l’Aquila viene travolta dal terribile terremoto che ha distrutto case, vite, speranze dei suoi abitanti. Anche Gas e Caster sono costretti a rivedere le loro vite e a spostarsi. Caster si trasferisce a Roma e la vicinanza con ilMafio darà un’accelerazione al nuovo corso creativo della band.
Nuova vita: Ora Le Naphta Narcisse hanno pubblicato il loro primo disco dal nome Narcisi Geishe. Dodici tracce che raccolgono il meglio della loro produzione recente più qualche pezzo forte del passato. Rock, puro e semplice, popolare, diretto, sboccato, cinico. Il sound vive dell’importantissimo gioco delle chitarre elettriche, che snocciolano ora riff funky, ora feedback roboanti, ora morbide pennate. Il ritmo è sempre denso, ricco e sostenuto.
Caster nei suoi testi ci mette molto del suo vecchio narcisismo e del suo fresco cinismo, racconta frammenti di quotidiana pazzia. Le Naphta da anni vedono sicuramente la realtà da un’angolazione diversa dal comune e ci tengono a farlo sapere ai loro ascoltatori. I momenti più gustosi sono l’apertura Lucy Majorette, pop velenoso e acidognolo. Love Injected è una divertentissima traccia, riuscita per il gran lavoro delle chitarre che deflagrano nel finale, per un’interpretazione vocale trasgressiva e decadente.
Le Naphta Narcisse in tutti questi anni hanno inventato il loro sound con immensa passione, capace di rimanere intatta anche dopo grandi difficoltà. Suonano e interpretano bene la parte con maturità e competenza. Ora suonano come una vera rock band. Bravi.

Claudio Donatelli

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