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La pluripremiata saga di Batman: Arkham (parte 1)

Scritto da Matteo Arcangeli

Batman è uno dei supereroi più famosi di sempre e negli anni è stato rappresentato in diversi media, dal cinema fino, ovviamente, ai videogiochi, tra cui spicca una saga in particolare, Batman: Arkham

Tutti conosciamo Batman, il supereroe della DC Comics apparso per la prima volta in un fumetto del 1939 e poi rappresentato in film, serie tv, cartoni e videogiochi.
Un supereroe che si è sempre distinto per il suo tono cupo, caratteristica oggetto di continue competizioni su chi potesse rappresentarla al meglio. In ambito videoludico, la vittoria spetta sicuramente alla saga di Batman: Arkham, che è riuscita pienamente a trasmettere ai giocatori l’oscurità del protagonista e del mondo in cui si trova, soprattutto quando si parla di personaggi come Joker, che riesce più volte a rubare la scena allo stesso Batman.

Prima di iniziare devo avvertirvi che parlerò della storia di questi giochi, di conseguenza sconsiglio la lettura a chi non ha mai giocato uno di questi titoli e intende recuperarseli.

Arkham Asylum, l’inizio

La storia della saga di Batman: Arkham inizia nel 2007, quando la Eidos Interactive ottiene i diritti dalla Warner Bros. Games per produrre un gioco di Batman; lo sviluppo venne affidato ad uno studio con cui la Eidos aveva già lavorato in passato, ovvero i Rocksteady Studios, che in quel periodo erano poco conosciuti ed erano alla ricerca di un’occasione per distinguersi nel mercato.
I Rocksteady Studios in realtà non sono esattamente dei novellini, poiché sono l’eredita di un’azienda nata nel 1982, la Argonaut Games, nota soprattutto per le sue collaborazioni con Nintendo nel periodo del SNES e dei vari modelli di Game Boy.

L’azienda non ha mai fatto giochi memorabili, ma è forte di anni di esperienza nel settore; tuttavia questo non è bastato per restare competitivi nel tempo e nonostante gli sforzi nel 2004 è costretta a chiudere. Alcuni membri però non si danno per vinti: Jamie Walker e Sefton Hill, rispettivamente il direttore creativo e il responsabile produzione della Argonaut, mettono insieme ciò che rimane dell’azienda e diversi ex dipendenti e nello stesso anno fondano i Rocksteady Studios.

La nuova azienda rimane fuori dai riflettori per un po’ di tempo, quando poi la Eidos le offre la possibilità di lavorare ad un titolo con ampi budget e con un ottima base di partenza come Batman, si rende conto di avere per le mani un’occasione d’oro ed accetta l’incarico.
Con un team iniziale di 40 persone, diventate poi 60 al completamento del gioco, a maggio del 2007 inizia ufficialmente lo sviluppo di Batman: Arkham Asylum, che dopo due anni di lavoro viene pubblicato per PC e console (agosto 2009).

Il gioco si svolge all’interno del manicomio di Arkham, dove Batman dovrà ristabilire l’ordine dopo una rivolta provocata da Joker.

Il clown ha infatti architettato il tutto dopo essersi impossessato del TITAN, una formula potenziata del composto che dona a Bane la sua super forza prodotta nei laboratori della struttura, e lo sta usando per trasformare gli internati in mutanti dalla forza sovrumana. Nei panni del supereroe dovremo farci strada tra le varie sezioni del manicomio, affrontando super criminali come Killer Croc e Poison Ivy e risolvendo una serie di enigmi ambientali.

Il nostro obiettivo sarà quello di creare un antidoto per il TITAN, che useremo per curare gli internati infetti e Joker stesso, che nel frattempo si è trasformato in un gigante alto cinque metri. Dopo aver sconfitto Joker, il gioco si conclude e Batman si allontana dal manicomio per fermare una rapina di Due Facce.

Il gioco è mirato a presentare il personaggio di Batman all’interno di un nuovo universo narrativo, non a caso uno dei primi boss che dovremo affrontare sarà lo Spaventapasseri, che grazie alle sue sostanze psicotrope ci intrappolerà in un incubo. Durante la bossfight la tossina provocherà manifestazioni delle paure e dei traumi di Bruce Wayne, dalla morte dei genitori alla paura di perdere le persone care, mostrandoci il lato umano di Batman, il cui animo di ferro vacilla una volta uscito dall’incubo.

Un altro aspetto che viene molto approfondito sono i “poteri” di Batman, da una parte la padronanza delle arti marziali e dall’altra il suo grande intelletto. Un sistema di combo regola le meccaniche di combattimento e si adatta perfettamente alle mosse del supereroe, dotato anche di una discreta collezione di gadget utili sia per il combattimento, che per gli enigmi ambientali; questa verrà ampliata e migliorata nel tempo e comprenderà gadget classici come i Batarang e gadget creati ad hoc per determinati nemici o situazioni come il Gel Esplosivo.
Durante le bossfight dovremo poi sfruttare i punti deboli del nemico e l’ambiente circostante, sottolineando la capacità di Batman di studiare il nemico; ad esempio, durante la battaglia contro Poison Ivy, troppo forte per essere battuta a mani nude, utilizzeremo la sua connessione con le piante per ferirla ed indurla alla resa, riuscendo persino a farci aiutare per la sintetizzazione dell’antidoto.

Per quanto riguarda il gioco nel suo insieme, oltre alla missione principale ci sono alcuni achievement che comprendono sfide di combattimento e collezionabili riguardanti la lore del manicomio. In più, sparsi per la mappa ci sono una serie di indovinelli che proteggono i “Trofei dell’Enigmista”, i quali, una volta ottenuti tutti, permettono di rivelare alla polizia la posizione dell’Enigmista, nascosto a Gotham City. “Le Sfide dell’Enigmista”, questo il nome della missione, diventerà un must per la saga e sarà presente in tutti i capitoli successivi, ma in seguito ci confronteremo faccia a faccia con lui al termine della ricerca.

Batman: Arkham Asylum riceve ottime recensioni e dopo solo un mese dal lancio vende più di due milioni di copie, diverse testate specializzate iniziano a definirlo “the best comic book game of all time” (il miglior videogioco di fumetti di sempre); ad oggi le copie vendute superano i 9,5 milioni. A stupire di più è il livello di coinvolgimento del gioco: fin dalle prime ore di gioco infatti è facile immedesimarsi nel protagonista e percepire l’atmosfera del luogo, poi, man mano che si va avanti con la storia, sembra di vivere le vicende narrate sulla propria pelle. Le strutture del manicomio, realizzate con un accurato stile gotico, sono realistiche e belle alla vista, pensate per trasmettere un senso di mistero ed angoscia proprio del luogo. I personaggi e le loro interazioni, così come la storia narrata, sono verosimili e coerenti e nonostante il gioco cominci “in medias res” il giocatore non ha mai l’impressione di essere estraneo e spaesato riguardo al mondo rappresentato.
Per quanto riguarda il gameplay viene fatto notare che, se non fosse per la durata relativamente corta della storia (da 10 a 15 ore circa), risulterebbe troppo ripetitivo, caratteristica ancora più evidente durante le bossfight, troppo semplici e/o lunghe, ma ciò comunque non lo penalizza eccessivamente; tutto considerato, il gameplay è adatto al tipo di gioco e dona ulteriore profondità alla narrazione.
Una menzione onorevole viene poi attribuita alle animazioni dei personaggi ed alla recitazione dei doppiatori, che si rivelano coerenti e realizzati alla perfezione.

In conclusione, il titolo di Rocksteady si è meritato il suo spazio nel mercato e nel cuore della community e viene messo a confronto con giochi come BioShock, The Legend of Zelda e Metroid.
L’esperimento della Eidos Interactive e della Warner Bros. Games è riuscito e la collaborazione con Rocksteady Studios si è rivelata vincente.

Arkham City, il più amato

A novembre del 2009 la Eidos Interactive e la Square Enix si fondono dopo una trattativa durata quasi un anno e l’azienda è costretta a discostarsi da un possibile sequel. Tuttavia la Rocksteady aveva già i progetti pronti per un nuovo gioco, tanto da inserire all’interno di Arkham Asylum un easter egg che consisteva in una mappa delle planimetrie di Arkham City all’interno di una stanza nascosta, planimetrie che effettivamente sono quasi del tutto fedeli al gioco. Considerando inoltre che era già pronta una bozza della storia perfettamente riconducibile a quella precedente, Warner Bros. non ebbe nessun motivo per rifiutare un jackpot annunciato e finanziò il progetto.

Questa volta il budget era decisamente più alto e molti terreni erano già stati ben collaudati, il team di sviluppo era in continua espansione e tutti, come dimostreranno, avevano le idee molto chiare.
Lo sviluppo del gioco iniziò di fatto durante quello di Arkham Asylum, per la precisione a febbraio del 2009, e il titolo venne pubblicato il 18 ottobre 2011.

Batman: Arkham City è una versione espansa del suo predecessore, migliorata sotto ogni aspetto. Sono state aggiunte diverse missioni secondarie ed una mappa di gioco molto più grande, il set di mosse e la collezione di gadget di Batman sono stati ampliati e la storia lascia molto più spazio ai personaggi secondari.
Il gioco si svolge per l’appunto ad Arkham City, una città-prigione costruita sull’isola dove un tempo sorgeva Gotham. La prigione è stata costruita per sostituire sia il penitenziario di Blackgate sia il manicomio di Arkham, ritenuti non più sufficienti a gestire il gran numero di criminali. Circondati da imponenti mura, i prigionieri sono, o dovrebbero essere, controllati a vista da cecchini e telecamere, ma all’interno di quelle mura è consentito quasi tutto.

La missione di Batman consiste nel bloccare il Protocollo 10, un piano architettato dal direttore di Arkham City, il Dr. Hugo Strange, per sterminare l’intera popolazione della prigione. Ben presto però il supereroe sarà costretto ad occuparsi di un altro problema: ad un certo punto Joker riuscirà a catturare Batman e lo infetterà con il suo sangue, che lo sta lentamente uccidendo a causa di una mutazione dovuta al TITAN. Non solo, anche le sacche di sangue negli ospedali di Gotham City sono state infettate, quindi il pipistrello deve trovare una cura per sé e per Gotham.

Nel corso della storia dovremo interfacciarci con una serie di personaggi: in alcuni casi si tratterà di semplici bossfight come quella con Pinguino e Solomon Grundy, in altri alcuni villain daranno invece il via a delle missioni secondarie. Incontreremo ad esempio Bane, il quale, dopo aver scoperto che delle scorte avanzate di TITAN circolano per la prigione, ha deciso di trovarle e rubarle, preoccupato che qualcuno possa mettere a rischio la sua posizione nel mondo criminale (e per usarle a sua volta). Stringeremo con lui un’alleanza temporanea a patto di distruggere definitivamente le scorte.
Un personaggio molto importante sarà Catwoman, che a differenza degli altri criminali non vuole uccidere Batman e non sta causando disastri ad Arkham City; il suo obiettivo è recuperare un bottino che gli è stato rubato per poi scappare dalla prigione. L’aspetto particolare di questo personaggio è che in diversi punti del gioco ci ritroveremo a giocare nei suoi panni, poiché la sua storia si intreccerà spesso con quella del protagonista. Catwoman sarà addirittura un’attrice fondamentale per il finale del gioco: quando infatti Batman riuscirà ad entrare nella torre di controllo di Arkham City e a fermare il Protocollo 10, Hugo Strange avvierà l’autodistruzione della torre, seppellendo il supereroe nelle macerie. A questo punto Catwoman ha già recuperato il bottino e sta scappando via e qui cambieremo nuovamente avatar per decidere che cosa fare: da una parte andarcene e porre fine al gioco (dopo una breve cutscene il gioco riprenderà da questa decisione, costringendoci di fatto a scegliere diversamente), dall’altra rinunciare al bottino e salvare Batman.

Il gioco termina con la morte di Joker, il quale per paura di non ottenere la cura tenta di rubarla a Batman, facendola però cadere e distruggendola. La formula della cura è salva, ma non c’è abbastanza tempo per produrne una dose e salvare Joker, che con i suoi ultimi respiri chiede al protagonista che cosa avrebbe fatto. Batman, nonostante i trascorsi, risponde che lo avrebbe salvato, dimostrando la profonda fede nei suoi ideali. Il supereroe resterà poi ad Arkham City per calmare gli ultimi disordini e permetterci di completare le missioni secondarie e le sfide rimanenti. A questo punto Catwoman diventerà un personaggio giocabile permanente, poiché necessario per il completamento di alcune sfide.

Come abbiamo detto, il gameplay è stato ampliato e migliorato. Per quanto riguarda i gadget il cambiamento più grande è quello del Batrampino, che a differenza della sua versione precedente non si limita ad aggrapparsi alle strutture, ma è anche in grado di fornire uno slancio dal punto di ancoraggio per consentire uno spostamento molto più veloce.
La dinamicità delle missioni principali e secondarie rimuove quella ripetitività propria di Arkham Asylum: il gioco non consiste solo nel continuo susseguirsi di bossfight, le quali comunque sono diventate più avvincenti, ma ci fa esplorare gli intrichi del mondo criminale di Arkham City, come la lotta tra la banda di Due Facce e quella di Pinguino o le vicende di personaggi come Bane o Catwoman. Le stesse Sfide dell’Enigmista sono diventate più varie e culminano con un confronto faccia a faccia con l’Enigmista.

Nei mesi successivi al lancio viene pubblicato La vendetta di Harley Quinn, un DLC ambientato dopo gli eventi del gioco base, dove vestiremo i panni di Robin e Batman i quali dovranno porre fine ai disastri causati da Harley Quinn, che vuole vendicarsi per la morte di Joker.

Batman: Arkham City supera di gran lunga i record del suo predecessore, raggiungendo le due milioni di copie vendute solo nella prima settimana. La critica e la community sono a dir poco entusiaste del titolo di Rocksteady, tanto che alcuni ne parlano come uno dei migliori videogiochi mai realizzati e tutt’oggi viene considerato il miglior titolo della saga.
Particolari elogi vengono fatti al level design, stupiscono nuovamente infatti le strutture del mondo di gioco, ma in più c’è una particolare attenzione per i dettagli che rende Arkham City viva. La città-prigione è curata in ogni suo aspetto: ogni banda criminale ha i suoi territori e i suoi scagnozzi, ben riconoscibili e profondamente ispirati al boss a cui appartengono, ci sono moltissime strutture interne tra abitazioni, laboratori o avamposti della sicurezza da esplorare, questo e molto altro contribuisce ad una Arkham City che non è solo un terreno di gioco, ma “un mondo incredibilmente bello portato alla vita” come riferisce Griffin McElroy di Joystiq.
Il gameplay nel suo insieme è dinamico e mai ripetitivo, pieno di mosse e strategie da sperimentare. Le bossfight sono studiate su misura per ogni nemico e non danno l’impressione di essere tutte uguali, così come i nemici stessi, che hanno una loro storia ed esistono indipendentemente dalla missione principale. Il finale è mozzafiato e toccante e ci fa percepire la delusione di Batman per non essere riuscito ad adempiere al suo dovere.
Anche il DLC di Harley Quinn riceve ottime critiche, seppure più contenute dato che alcuni lo penalizzano per non aver aggiunto niente di nuovo al gameplay.
La recitazione dei doppiatori è sempre ben fatta e al pari dei film, contribuendo ulteriormente a farci immedesimare nei personaggi descritti e nelle loro storie.

La saga si conclude con Batman: Arkham Origins e Batman: Arkham Knight, di cui vi parlerò nel prossimo articolo. A prestissimo!

About the author

Matteo Arcangeli

Sono nato a Roma nel 2003, all'età di tre anni mio padre mi ha messo in mano un vecchio computer con alcuni giochi dentro, come poteva andare a finire? Oggi vivo la mia vita un quarto di videogioco alla volta e provo a far vedere alle persone la bellezza di questo vastissimo mondo digitale.

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