Interviste

La Municipàl, Intervista

Giovanni Panebianco

“Bellissimi Difetti” nasce da un’esigenza di dover dire qualcosa e di cacciare fuori alcuni fantasmi interiori.

Lo Zoo Music Fest di Pescara si candida ad essere uno degli eventi estivi principali d’Italia già con la sua prima, scoppiettante, edizione e lo fa numeri alla mano: oltre 15 mila presenze per tre serate sold out. Si è cominciato il 6 Agosto con Salmo, per proseguire l’8 con Calcutta e terminare la rassegna con Carl Brave il 10. Ad aprire il concerto del cantante romano abbiamo trovato Carmine e Isabella Tundo, ovvero La Municipàl. Tra mille peripezie siamo riusciti ad incontrarli all’interno dei camerini allestiti all’interno del Porto Turistico di Pescara.

Salta subito all’occhio il fatto che essere fratello e sorella per voi sia un’arma e non un limite. Come mantenete questo equilibrio così saldo?
Carmine: E’ un qualcosa di molto naturale e spontaneo. In realtà cerchiamo di prendere le cose per quello che sono e di fare semplicemente le canzoni che ci piacciono. Ovviamente il live è la parte un po’ più complicata, perché c’è una convivenza sul palco, però siamo riusciti a maturare, anche in quel contesto, un buon feeling.

Ci spiegate l’origine del vostro nome e l’esatta pronuncia?
Isabella: La Municipàl si pronuncia alla francese e deriva dalla Polizia Municipale come omaggio alla famiglia, perché siamo figli di un comandante della Polizia Municipale e anche i nostri amici musicisti, con cui abbiamo avviato il progetto, erano figli di vigili urbani. Era un modo ironico di definirsi e per prendersi in giro.

“Bellissimi Difetti” è un disco molto personale, quasi intimo. Come nasce un disco simile e da quali urgenze?
Carmine: Nasce da un’esigenza di dover dire qualcosa e di cacciare fuori alcuni fantasmi interiori. E’ come togliersi dei denti, ma è stato comunque un processo terapeutico.

Quali sono i vostri “Bellissimi Difetti”?
Carmine: Sicuramente sono difetti di natura caratteriale. Uno è sicuramente la timidezza che ci ha bloccato in passato. Ora è un difetto che ci ha portato ad essere quello che siamo. Se non lo fossimo non scriveremmo determinate canzoni.

Siete stati tra i protagonisti del Concerto del Primo Maggio a Roma. Che emozioni vi ha regalato quell’esperienza?
Isabella: Tante emozioni. E’ stata un’occasione importante per esibirsi e un modo diverso di interfacciarsi, perché abbiamo avuto l’occasione di suonare e confrontarci con diversi musicisti di spessore.

Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato o che comunque ascoltavate parecchio nel corso della stesura di “Bellissimi Difetti”?
Carmine: Abbiamo dei gusti molto vari, però a me piace molto ascoltare musica strumentale, artisti come ad esempio Hans Zimmer, proprio per far andare il cervello in tutte le direzioni possibili e lavorare così anche d’immaginazione.

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