Recensioni

Kiasmos – Kiasmos

Claudio Donatelli

Kiasmos è un lavoro molto emotivo, corde e legno si fondono con trasformatori, cavi, pulsanti.

L’aria fredda, gelida e rarefatta, una città, Reykjavik, del desolato nord, umori malinconici, intimi, sono la cornice, i confini all’interno dei quali pulsa la musica del duo Islandese Olafur Arnalds e Janus Rasmussen. Il primo è un compositore e pianista già vincitore del premio BAFTA, mentre l’altro è la mente della band elettro-pop Bloodgroup.
Dal 2009 collaborano insieme soprattutto per esibizioni live in selezionatissimi festival internazionali. Nell’ultimo anno hanno deciso finalmente di scrivere insieme gran parte di quello che già suonavano in concerto, quindi di fermare su supporto fisico ciò che già era presente nell’aria. Il risultato è una lunga piece composta da 8 titoli, come fosse un unico racconto diviso in capitoli, un viaggio a tappe nelle emozioni di questi due grandi autori contemporanei.
L’omonimo album di debutto Kiasmos è stato composto con strumenti acustici come pianoforte, batteria e quartetto d’archi, affiancati a sinth, drum machine, loop, più alcuni inserti prodotti da non strumenti, vedi lo scorrere metallico di un accendino. Le due anime che hanno creato queste musiche sembrano essersi fuse alla perfezione, l’una si è mossa per incontrare e sposare il mondo dell’altro, corde e legno si fondono con trasformatori, cavi, pulsanti. Il nuovo linguaggio dei Kiasmos comunica concetti semplici e antichi, spinge a ballare con il corpo, o a mettersi in movimento solo con il pensiero. Persino il duo è rimasto sorpreso del risultato ottenuto con questo cd, della sua profondità, del suo potere espressivo, emozionare dal vivo è sempre cosa più semplice, diverso è saperlo fare anche dopo un lavoro in sala di registrazione.
Come già accennato le 8 tracce sono omogenee tra loro nella struttura, l’uso degli strumenti analogici danno anima all’intero lavoro, arricchiscono gli spazi, ampliano le prospettive, sanno toccare le corde emotive. Tutto ogni volta riprende, si costruisce lentamente, per poi fermarsi di nuovo, il potere dei silenzi tra un bit e l’altro, di nuovo il crescendo scalda l’anima, fa sciogliere il ghiaccio.
Kiasmos è un lavoro molto emotivo, che comunica con la lingua del futuro e che ha il coraggio di mescolare anime apparentemente lontane.

Claudio Donatelli

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