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Il Respiro del Tempo: Musica, Visioni e Meraviglia-  Festival d’Autunno 2026

Scritto da Roberta Cricelli

Non è un semplice cartellone, quello presentato dalla direttrice artistica Antonietta Santacroce, ma una mappa per un viaggio interiore, un invito a lasciarsi attraversare dal vento della creazione. Per la sua ventitreesima volta, il Festival d’Autunno di Catanzaro (pietra miliare del panorama culturale calabrese e non solo si fa custode di un segreto: la capacità dell’arte di curare, di tessere fili invisibili tra le anime e di trasformare lo spazio in pura estasi.

L’alchimia della contaminazione

Dove le categorie si sciolgono, nasce la Meraviglia. Quest’anno, il Festival rinnega ogni recinto per farsi terra di nessuno e di tutti, dove il jazz incontra il battito elettronico, dove il teatro si fa installazione multisensoriale e la danza riscopre il sacro. È una polifonia di linguaggi, un mosaico dove l’intimo sussurro della canzone d’autore si confonde con l’urlo liberatorio del rock, in un continuo, seducente smarrimento.

I luoghi: dove la pietra incontra il sogno

Il Festival abita il tempo trasformandolo in spazio. Dalla roccia millenaria del Castello di Squillace (CZ), che vibra sotto le note di nuove partiture, ai chiostri silenziosi di Catanzaro, fino all’abbraccio dorato del Teatro Politeama. E poi il MARCA, custode di visioni d’avanguardia e l’Oratorio del Carmine, dove il sacro si fa danza. Luoghi che diventano templi, pronti ad accogliere lo spettatore e a restituirlo al mondo con occhi trasfigurati.

I volti del mito e del futuro

Tre echi risuonano in questa edizione, come battiti di un cuore antico che non ha smesso di pulsare:

  • La luce inquieta di Marilyn, che a cento anni dalla nascita torna a reclamare la sua voce oltre il mito;
  • La preghiera silenziosa di San Francesco, le cui orme ancora segnano il cammino dell’umano;
  • L’incanto intramontabile di Collodi, che insegna alle nuove generazioni che la magia è una forma di verità.

 

La Città che si fa Teatro: L’Impegno come Visione

Attorno al battito del Festival d’Autunno si è radunata la voce di un territorio che ha scelto la cultura come bussola. Le istituzioni non si presentano qui come semplici patrocinatori, ma come architetti di un progetto di comunità, in un dialogo corale tra pubblico e privato che trasforma la politica in atto creativo.

Le parole come fondamenta

Per il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, questo traguardo di ventitré anni è il simbolo di una tenacia rara: la capacità di rendere la cultura un elemento identitario, trasformando gli spazi urbani in tappe di un pellegrinaggio artistico che eleva la città oltre i confini regionali. Il Festival è, nelle sue parole, il tessuto connettivo che tiene unita una comunità di sognatori e collaboratori.

L’assessore alla Cultura, Donatella Monteverdi, legge nel Festival una «generazione di significati»: non una somma di spettacoli, ma un esercizio d’intelligenza collettiva. È il riconoscimento del valore del “fare rete”, dove l’ente pubblico dialoga con il privato per creare una narrazione che parla al presente e interroga il futuro.

Il custode e il visionario

In questo intreccio, il presidente della Camera di Commercio, Pietro Falbo, descrive Antonietta Santacroce come un moderno Virgilio: una guida necessaria per navigare la complessità dell’arte. Il suo impegno è il cardine che permette al turismo non solo di nutrirsi di paesaggi, ma di crescere attraverso la qualità, offrendo a chi arriva in Calabria un’esperienza dello spirito che si sposa con l’accoglienza del territorio.

L’alleanza del fare

Anche il mondo del privato, rappresentato da Paola Scuticchio (Main Solution), si spoglia della freddezza aziendale per abbracciare l’emotività di un legame duraturo. Sostenere il Festival non è una scelta di immagine, ma un impegno concreto: la consapevolezza che il benessere di un territorio passi attraverso la sua fioritura intellettuale.

La voce della Regione Calabria, portata dall’assessore Giovanni Calabrese, sigilla questo impegno: il Festival d’Autunno è riconosciuto come un pilastro, un esempio virtuoso di come la pianificazione strategica e la passione artistica possano generare un’economia della bellezza. È, in ultima analisi, il patto solenne tra chi amministra e chi crea: la promessa che la cultura, in questa terra, non sia un lusso effimero ma l’ossatura stessa su cui costruire il domani.

Le istituzioni, in questo racconto, cessano di essere palazzi e diventano porte aperte: spazi dove il cittadino può sostare per ritrovarsi parte di una storia più grande, capace di scrivere, anno dopo anno, la biografia culturale della Calabria.

Un invito alla metamorfosi

Da Dee Dee Bridgewater che, col suo canto, raccoglie la dignità di un intero popolo, al carisma senza tempo di Massimo Ranieri, fino alla leggerezza eterea di Malika Ayane: ogni appuntamento è un seme. Il Festival d’Autunno non cerca solo consenso, cerca “visionari”. È un atto d’amore verso la giovinezza, un ponte gettato oltre la siepe del presente per permettere a chiunque, tra una nota e un respiro, di scoprire che la bellezza non è un traguardo, ma un modo di abitare il mondo.

La XXIII edizione non è che il prossimo passo in una storia che si scrive ogni anno, un battito di ciglia che dura un mese, una luce che  una volta accesa  non smette di illuminare l’autunno dell’anima. 

Alcuni scatti della conferenza stampa

Si ringrazia l’ufficio stampa del Festival: Giuseppe Panella e  Gaetano Giaimo

About the author

Roberta Cricelli

Nata a Catanzaro. Classe 1995. Si diploma al Liceo delle Scienze Umane “E. Fermi” di Catanzaro. Si laurea in Sociologia all’Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro e studia Metodi e linguaggi del giornalismo all’Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista scrive per: la redazione catanzarese de “Il Quotidiano del Sud” , il mensile “Catanzaro City Magazine”, cura la rubrica “Riflessioni allo specchio per “Catanzaro Informa” ed alcuni sui articoli scientifico- divulgativi sono presenti su “Sociologicamente.it”, collabora con l’associazione culturale “ Calabria Contatto”, cura insieme alla poetessa Doris Bellomusto dei contributi per il blog di Radio Ciak e si diletta tra pensieri in versi e in prosa.
Nel 2014 vince una Borsa di studio nell’ambito dell’iniziativa “Pace e Dialogo con le Nuove Generazioni” promossa dal Rotary Club Distretto 2100 per il saggio “L’eterna esigenza dell’uomo”. Nel 2018 è tra i poeti selezionati nell’ ambito della VII edizione del premio “Alda Merini” promosso dall’ Accademia dei Bronzi di Catanzaro per far parte dell’antologia “Versi per Alda” con la poesia “Fenice”. Ad Aprile 2019- Si classifica al PRIMO POSTO al concorso “Calabria in Versi 2019” indetto da “Calabria Contatto” con la poesia “Radices” contenuta nel booklet omonimo del concorso insieme al componimento “Gea- Madre Terra” ed entra a far parte della giuria di qualità delle successive edizioni nella sezione Poesia e del team associativo. A luglio 2019- Il componimento “Intensa- Mente” è tra le opere selezionate nella I edizione del concorso Nazionale di Poesia "Dantebus”. A settembre 2019- Il componimento “marzo” viene inserito nel Calendario 2020 de “L'Albero di Kery ONLUS” nell’ambito del primo concorso di poesia “Rime tra gli alberi” dalla stessa indetto. A giugno 2020- Il componimento “Risacca” è tra le opere selezionate come finalista web nell’ambito del contest “I corpi e i luoghi” indetto dall’ “Accademia Mondiale della Poesia” A luglio 2021- Si classifica al TERZO POSTO alla I edizione “Premio Nazionale di Poesia La Masnada” sezione poesia inedita. Da agosto 2021-Redige recensioni su volumi a tema calabro o di autori calabri per la rubrica “Calabria Libri” sulla piattaforma calabriacontatto.it. A novembre 2021- Cura la prefazione della silloge “In 7 parole” di Italo Cirene (VJ Edizioni). A dicembre 2021 Il componimento “L’acrobata” è pubblicato nel volume “Avvocati. Ritratti di una professione” di Gianluca Bellacoscia (YoucanPrint). A Maggio 2022- ll componimento “a(Essenza)” è selezionato per la pubblicazione all’interno della collana di autori vari “Libro Verde (IVVI Editore).

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