Recensioni

Il primo lavoro del Tord Gustavsen Trio ristampato in vinile per ECM

Scritto da Sara Bonfili

Delizierà gli amanti del vinile l’uscita per la “Serie Luminessence” di ECM del primo disco del Tord Gustavsen Trio, “Changing Places”, registrato tra dicembre 2001 e giugno 2002 al Rainbow Studio di Oslo, e pubblicato nel 2003.
Il disco d’esordio del pianista e tastierista di Oslo come leader della formazione con Harald Johnsen al contrabbasso e Jarle Vespestad alla batteria è un “instant classic”, come affermò Richard Lehnert di “Stereophile”.  È, cioè, un capolavoro dei nostri tempi, che giustamente ECM ristampa per la prima volta in vinile, in due LP, in una copertina apribile con tip-on.
L’album presenta tredici tracce, diverse ma coerenti, tutte a firma del pianista, preponderante nel disco, che pare abbia tratto ispirazione dalla musica gospel.
Il lavoro di Gustavsen abbraccia sonorità sensuali e nostalgiche, omaggiando tutta la musica, dal tango, ai ritmi latini, alle ballad, al cool jazz. Tord Gustavsen nel tempo ha fatto riconoscere il proprio stile pianistico “contemplativo”, spesso sperimentando con l’elettronica, diventando un modello lui stesso, dopo esser stato avvicinato a Keith Jarrett. Gli altri due musicisti hanno esperienze nel rock e jazz d’avanguardia, ma in questo disco si mantengono sobri, specialmente il batterista, intento a tessere un delicato tappeto sonoro senza emergere più di tanto, mentre il contrabbassista interviene più spesso con un timbro dal gran carattere.
Il risultato è un interplay magico che riempie la musica di silenzi, lasciando in sospeso l’ascoltatore a cercare riferimenti, sogni, a farsi cullare dalla saudade di luoghi mai visitati, forse letti da qualche parte o davvero vissuti in un qualche stato d’innamoramento.
A chi, come me, ascolta i programmi culturali di Rai Radio 3, sarà capitato di sentir ripetere la battuta ironica dello scrittore, giornalista e conduttore di “Pagina 3” Edoardo Camurri: “Oh no, ancora questo jazz scandinàvo!”, alludendo alla propensione per la musica “d’avanguardia” del canale colto di radio Rai e certo a qualche scaramuccia riguardo le colonne sonore del programma. Sorrido pensando che questo disco scandinàvo avrebbe la piena approvazione di tutta la redazione…

 

About the author

Sara Bonfili

Sara Bonfili è giornalista pubblicista, videomaker e PhD in Italianistica, mamma di due maschi, innamorata della musica, soprattutto rock e jazz. Ama spezzare la monotonia delle attività quotidiane con mostre, ascolti, letture e tanta curiosità. Naturalmente, per riuscirci, non può che essere ottimista!

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