Interviste Soundcheck

Icio Caravita, Intervista

Annalisa Nicastro

la speranza sta nelle piccole cose, quelle fatte con passione e semplicità, perché a volte un dettaglio può davvero fare la differenza

Come si sente un menestrello negli anni duemila?
Né più e né meno come un menestrello d’altri tempi. Magari, per essere più attuale, avrei potuto usare un termine ora più in voga, “storyteller”, ma il senso è quello. Perché io mi sento un narratore, racconto quello che mi succede intorno rapportato al tempo che sto vivendo, il mio ma non solo…

Sei da molti anni sulla scena musicale, solo ora però hai deciso di pubblicare il tuo primo album. Prima non ne sentivi l’esigenza?
Più che non sentirne l’esigenza non ho mai trovato i mezzi, il momento, le persone e la strada giusta per poterlo fare nel modo che immaginavo e volevo. Ora, grazie all’etichetta Lampyridae di Fausto Dasè e alla maestria negli arrangiamenti di Massimo Germini, finalmente è successo. Ho deciso di raccogliere alcune canzoni che prima erano sparse in autoproduzioni o finite in qualche cassetto, di dare loro un altro respiro rendendole omogenee all’interno di un unico lavoro.

“E’ così che va”, il tuo debut album, che sapore ha? Cosa vuoi comunicare ai tuoi ascoltatori?
È un disco che ha il sapore di anni passati a masticare e cibarmi di musica, dalle caramelle alla birra – metaforicamente parlando – passando per tutto quello che ci sta in mezzo, viste le mie esperienze di vario tipo (dai musical alle serate da dj passando per la radio, dalle suonate per strada ai live nei locali ecc ecc). A chi mi ascolta cerco di comunicare il fatto che è possibile trovare soluzioni alternative a quello che non gira bene: la speranza sta nelle piccole cose, quelle fatte con passione e semplicità, perché a volte un dettaglio può davvero fare la differenza. Il fatto che queste mie canzoni siano finite in un disco, va proprio in questa direzione.

Ti senti molto affine alla tradizione della canzone d’autore italiana? Chi sono i tuoi miti musicali?
Mi sento dalla parte di chi racconta storie in cui, in qualche modo, mi ci possa ritrovare, indipendentemente dalle origini e dalla lingua. I miei miti? Prendo come esempio il cantautore di Roma che, da poco, ha tradotto e cantato il cantautore americano… tra l’altro facendo uscire il disco lo stesso giorno del mio (venerdì 30 ottobre). Non che mi voglia paragonare a loro, per carità, ma visto che devo parlare di miti, questi due in qualche modo lo sono… insieme a molti altri, però! Chiaramente mi sto riferendo a De Gregori e Dylan.

Menestrello

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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