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Goodbye Lenin – Soundtrack

Giovanna Musolino

Il compito di musicare questo gioiello cinematografico spetta a Yann Tiersen

Cosa sarebbe un film senza musica? Per comprendere il ruolo e l’importanza di una colonna sonora basta rovesciare la domanda o riflettere su come, spesso, di un film, ci tornino alla mente, prima ancora che le immagini, il sottofondo musicale che le accompagna.
Inauguriamo, dunque, una nuova rubrica, il cui titolo lascia agevolmente intuire su cosa verterà. Passeremo in rassegna una manciata di film, che hanno lasciato il segno nella cinematografia mondiale anche in virtù di una splendida e originale colonna sonora.

Goodbye, Lenin! – Germania 2003
Cominciamo con un film tedesco del 2003, diretto da Wolfgang Becker e interpretato da Daniel Brühl e Katrin Sass.
Il film è ambientato nella Berlino pre e post-unificazione: la narrazione prende l’avvio nel 1978 per concludersi nel 1990.
Entrare in coma la sera della caduta del muro, risvegliarsi otto mesi dopo, completamente all’oscuro di quanto si sia verificato nel frattempo: è ciò che accade a Christiane, fervente sostenitrice degli ideali della DDR. La necessità di evitare qualsiasi emozione alla madre, fragile fisicamente e psicologicamente, innesca un folle meccanismo di messe in scena sempre più astruse e strampalate. Alex, il figlio, cerca disperatamente di ricreare un mondo che non esiste più, che è stato cancellato e rinnegato frettolosamente.
La “fabbricazione” dei cetriolini dello Spreewald; la rivelazione che la ricetta originale della Coca Cola è stata messa a punto nei laboratori della DDR; i cittadini dell’Ovest che, in fuga dal consumismo, chiedono asilo politico all’Est; la statua di Lenin che sorvola il cielo sopra Berlino, sono solo alcune scene topiche di un film in cui convivono tragedia e commedia, leggerezza e profondità, ilarità e nostalgia. “Devo ammetterlo, ormai il gioco mi aveva preso la mano. La Repubblica Democratica che stavo creando per mia madre, assomigliava sempre più a quella che avrei potuto desiderare io.”
Il compito di musicare questo gioiello cinematografico spetta a Yann Tiersen, lo straordinario musicista francese che, nel 2001, aveva composto la colonna sonora di Il favoloso mondo di Amélie.
Pochi artisti sanno musicare la malinconia come Yann Tiersen, coglierne la varietà, tinteggiarne la policromia. Il piano, generalmente protagonista assoluto, talvolta accompagnato da archi e/o fiati, punteggia il dipanarsi delle scene ora struggenti, ora esilaranti. Una musica pervasa di poesia, di nostalgia verso un mondo perduto, filtrato attraverso la bellezza del ricordo e dell’immaginazione.
Una colonna sonora che assolve perfettamente al suo compito di fungere da complemento e completamento del film, sottolineandone, amplificandone quel, sottile eppur persistente, senso di rimpianto, di perdita. Una colonna sonora che vive di vita propria e che si lascia ascoltare con infinito piacere, mentre la mente corre a qualcosa o qualcuno che non è più…
“Il paese che mia madre lasciò era un paese nel quale aveva creduto e che io ero riuscito a far sopravvivere, fino al suo ultimo respiro. Un paese che, nella realtà, non era mai esistito, che per me rimarrà sempre legato alla memoria di mia madre”

https://www.facebook.com/yanntiersen.official

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