Soundcheck

Frozen Farmer – Stay

Claudio Donatelli

si avverte la grande passione per il folk statunitense che avvolge i componenti della band, i suoni vintage fanno accomodare l’ascoltatore nella fattoria di un paesino sulla West Coast

Dalle radici di una nota band underground italiana, dal piacevole sound acustico e di qualche anno fa, nascono i Frozen Farmer. Nati a Varese nel 2009, dopo aver chiuso la precedente e fortunata esperienza con i Midwest, raccolti nuovi compagni dalla comune passione per i suoni acustici. Nel 2011 raccolgono le migliori nuove canzoni e le pubblicano per Ghost Records in formato Ep. Questo passaggio sarà molto importante per la nuova formazione perché offrirà loro la possibilità di suonare molto dal vivo, amalgamare bene creatività e performance, raccogliere stimolanti consensi tra gli ascoltatori.
Nell’anno in corso i Frozen Farmer hanno debuttato sulla lunga distanza con il cd Stay, pubblicato da Seahorse Recordings. Sin dalle prime note di questo disco si avverte la grande passione per il folk statunitense che avvolge i componenti della band, i suoni vintage fanno accomodare l’ascoltatore nella fattoria di un paesino sulla West Coast. Anzi sembra proprio che i 5 musicisti abbiano, tra i loro tanti trascorsi, raccolto le pannocchie in quella fattoria sulla West Coast. Scherzi a parte, i Frozen Farmer suonano un real country folk e ci danno giù sodo, tra riff di banjo, rullate di batteria, folate di organo. Con grande attenzione e talento vengono curate le tracce vocali, tanti sono i cori dove 2 o più voci si sovrappongono fino a formare un vero strumento.
Stay si apre in tono riflessivo, Angels’ Melody è il preludio ad una giornata dalle positive vibrazioni. Il sole splende alto sul Frozen Farmer, le chitarre e il banjo giocano tra loro, il mantra melodico delle voci avvolge e conquista. Fredericksburg è un non luogo, bellissimo e triste, dove la coscienza si perde, è la ballata più bella del disco, intima e profonda.
La canzone Stay che dà anche il titolo cd è una classica love song, malinconica, dedicata a un qualcuno che dovrebbe andar via, con il banjo a scandire ogni istante, ogni faticoso respiro. Sicuramente la traccia che meglio rappresenta il corso artistico dei Frozen Farmer, amanti della musica fatta con semplicità.
Tra le note scopriamo che il quintetto, durante la lavorazione del disco, si è lasciato aiutare dalla preziosissima esperienza di Tim Sparks, chitarrista, autore e arrangiatore per molti grandi musicisti quali J. Zorn, M. Ribot e Bill Frisell.

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