Recensioni

Francesco Giampaoli/Lanfranco “Moder” Vicari – Music from Il volo, La Ballata Dei Picchettini

Annalisa Nicastro

Ci sono fatti che non ci è permesso dimenticare, perchè parlano di morti, di diritti negati dei lavoratori ma soprattutto della dignità umana in relazione al lavoro.

Music from Il Volo, La Ballata dei Picchettini è il disco di Francesco Giampaoli e Lanfranco “Moder” Vicari composto per l’omonimo spettacolo scritto da Luigi Dadina, Laura Gambi e Tahar Lamri e prodotto dal Teatro delle Albe nel 2015.
E’ un album che parla e ci ricorda di una tragedia annunciata come ne accadono spesso nel nostro Paese, episodi che poi finiscono, in un modo o nell’altro, nel silenzio. E invece questo album ci ricorda che non è così, ci sono fatti che non ci è permesso dimenticare, perchè parlano di morti, di diritti negati dei lavoratori ma soprattutto della dignità umana in relazione al lavoro.
Ed ecco che questo disco diventa una conferenza in musica in cui sia i versi rap di Moder sia le note suonate dai due bassi di Francesco Giampaoli e Diego Pasini diventano i veri protagonisti che raccontano la storia reale dell’ incidente della Macnavi avvenuto il 13 marzo 1987, quando un incendio nella stiva n. 2, causò la morte per asfissia dei 13 operai impegnati nel cantiere di manutenzione. Tutti e 13 i picchettini morirono in questa tragedia annunciata, annunciata perchè tutti sapevano in quali condizioni disumane lavoravano: dieci ore al giorno, otto il sabato e cinque la domenica, pulivano senza protezioni, in spazi dove non si respirava. Eh si perchè i picchettini questo fanno, vivono e lavorano nel buio, nei doppifondi delle navi usando palette, spazzole e raschietti, stracci.
Monsignor Ersilio Tonini nell’omelia pronunciata durante quei funerali così descrisse quel lavoro: “…l’umiliazione spaventosa, la disumana umiliazione. Un ragazzo di diciassette, diciotto anni è costretto a passare dieci ore in cunicoli dove, posso dirla la parola? Non vorrei scandalizzare, dove possono camminare i topi! Uomini e topi! Parola dura, detta da un Vescovo dall’altare: eppure deve essere detta, perché mai gli uomini possano essere ridotti a topi!”. Da queste parole nasce il rap di “Calma Piatta”, un vero e proprio canto funebre.
Nell’album troviamo sonorità che partono dal folk, dal blues e dal ritualismo delle musiche popolari legate alla terra e alle proprie radici.
In Darsena blues, prima Luigi Dadina e poi Tahar Lamri, si lanciano in un talking blues alla Woody Guthrie e proprio come lui diffondono canzoni di protesta.
Rosso petrolio è un tema che attraversa tutto il disco e chiede attenzione allo spettatore/ascoltatore. Grattano è una sorta di ballata jazz futuristica, un canto rap che si appoggia a una linea di walking bass con qualche percussione qui e lì.
Sono cinque gli artisti che danno vita a questo lavoro, appartengono a tre generazioni diverse e arricchiscono ognuno con la propria esperienza l’album, in uscita per Brutture Moderne. Lanfranco “Moder” Vicari (1983) alla voce, Francesco Giampaoli (1970) a basso e percussioni, Diego Pasini (1985) al basso e Luigi Dadina (1958) e Tahar Lamri (1958) alla voce.
Francesco Giampaoli (Sacri Cuori e Classica Orchestra Afrobeat,) usa queste parole a riguardo di questo album “Per produrre Music from Il volo, La ballata dei picchettini, ho scelto di registrare in presa diretta per preservare l’aspetto performativo/ritualistico delle musiche. A questo ho contrapposto un piano astratto/concettuale giocato sulla rielaborazione elettronica di suoni reali, di percussioni metalliche e pelli strofinate. Il risultato è una sorta di preghiera, di mantra che si sposta continuamente dall’attrazione fisica alla terra, al volo del pensiero, da peso a leggerezza, da sapere a illuminazione”.
Un album complesso, che merita attenzione nell’ascolto, da non perdere e dimenticare.

About the author

Annalisa Nicastro

Annalisa Nicastro

Mi riconosco molto nella definizione di “anarchica disciplinata” che qualcuno mi ha suggerito, un’anarchica disciplinata che crede nel valore delle parole. Credo, sempre e ancora, che un pezzetto di carta possa creare effettivamente un (nuovo) Mondo. Tra le esperienze lavorative che porterò sempre con me ci sono il mio lavoro di corrispondente per l’ANSA di Berlino e le mie collaborazioni con Leggere: Tutti e Ulisse di Alitalia.
Mi piacciono le piccole cose e le persone che fanno queste piccole cose con amore e passione

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