Recensioni

Echo Collective – Echo Collective plays Amnesiac

Giovanna Musolino

I nove brani che lo compongono sono nove meccanismi perfetti e appassionati, congegnati ad arte

Gli Echo Collective sono un gruppo di musicisti di formazione classica con sede a Bruxelles, costituito da: Neil Leiter (viola) e Margaret Hermant (violino e arpa), i fondatori, Charlotte Danhier (violoncello), Gary De Cart (piano), Hélène Elst (fagotto e controfagotto), Yann Lecollaire (clarinetto, clarinetto basso, sax baritono), Antoine Dandoy (percussioni) .
Una piccola orchestra, con esperienza e preparazione solidissime alle spalle, che ama collaborare frequentemente con compositori e gruppi moderni. Echo Collective plays Amnesiac è una reinterpretazione acustica, senza voce, “neoclassica” dell’album che ha sancito definitivamente la svolta sperimentale (cominciata con “Ok Computer” e proseguita con “Kid-A”) dei Radiohead. La scelta di “Amnesiac” nasce dal fatto che questo disco, come dice Leiteraveva più strati, più complessità, era un po’ più esoterico”.
“Amnesiac” è anche un album straordinariamente vario, per nulla facile e scontato: la decisione di misurarsi con uno dei più importanti gruppi del panorama rock mondiale e con un disco di tal fatta appare, dunque, coraggiosa, audace, profuma di sfida! Le cover di singoli brani o, addirittura, la reinterpretazione di un intero album, come in questo caso, sono sempre imprese ad alto rischio, talvolta ardue e azzardate, in quanto il risultato che ne potrebbe scaturire sarebbe o la realizzazione di un pedissequo rifacimento del modello, di cui nessuno avverte la necessità, o uno stravolgimento totale dell’opera, alla ricerca dell’originalità a tutti i costi. C’è, però, una terza possibilità, purtroppo non così frequente: artisti grandi e pur privi di spocchia, che, rimanendo fedeli all’opera, ne colgono l’essenza più intima, se ne impossessano, la fanno propria e, quindi, rielaborano per giungere alla creazione di un prodotto autonomo, che non fa minimamente rimpiangere l’originale, anzi lo arricchisce di una miriade di sfaccettature
Echo Collective plays Amnesiac rientra in quest’ultima categoria. Con profondo rispetto, ma senza timor reverenziale gli Echo Collective confezionano un disco che è il “loro” disco e che vive di vita propria. Album suonato magistralmente, perfettamente orchestrato, pulito, privo di imperfezioni. Un disco che contribuisce ad abbattere barriere e pregiudizi legati ai generi musicali, in cui il sapiente amalgama di strumenti regala emozioni e brividi e, miracolosamente, non fa sentire la mancanza della voce di Tom Yorke!
I nove brani che lo compongono sono nove meccanismi perfetti e appassionati, congegnati ad arte; l’utilizzo della strumentazione classica “dilata” le possibilità sonore dei brani, ne aggiunge coloriture e sfumature, ne enfatizza l’emotività (provare ad ascoltare “Pyramid song” o “Morning bell” per comprendere il senso delle parole…).
Operazione perfettamente riuscita, Echo Collective promossi a pienissimi voti!

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