Sound&Vision

Dead Inside @ Ekidna

Il grunge della band è forte e chiaro mescolato da ritorni di punk inglese e un po’ di quel music black

Ekidna nasce nel 1998 da alcuni amici che volendo accumunare i loro interessi per la musica e i valori della cultura underground, creano un’associazione non a scopo di lucro dove le persone possano riunirsi liberamente per condividere gli ideali di antifascismo, ecologia e sviluppo dell’arte, specialmente a livello locale (musica, teatro, arti figurative) Una difesa del territorio.
Un gruppo che si è distinto all’interno dei due giorni è stato il Dead Inside, quartetto basato su una classica formazione punk/grunge che comprende batteria suonata in maniera metodica, chitarra largamente distorta, basso e voce/chitarra. Una voce, quella di Josef, molto personalizzata dal timbro quasi soffocato e dalla linearità dell’esecuzione che non è urlata ma compressa e quasi sofferta. La chitarra molto distorta di Grim ti riporta lontanamente al primo disco di Brian Eno e Robert Fripp (No Passyfooting) dove la chitarra di Fripp, distorta e piena di effetti, segue una linea dritta, disturbando quanto serve il brano suonato.
I Dead Inside in questo genere sono sicuramente una band che va seguita e apprezzata, non oltrepassano mai la linea di guardia e l’udito raccoglie bene tutti i suoni e i testi espressi. Il grunge della band è forte e chiaro mescolato da ritorni di punk inglese e un po’ di quel music black che ormai da qualche tempo è tornato a farsi sentire, figlia sicuramente di un malcontento giovanile generale.
Ekidna è stata anche l’occasione per la band di presentare il loro nuovo disco semplicemente chiamato Dead Inside, che poi tanto dead inside non è!

Live: 19 6 2022 San Martino Secchia di Carpi (MO)

Josef voce e chitarra
Grim chitarra
Bacco basso
Gianfranco Righetti batteria

About the author

Alessandro Ettore Corona

Alessandro Corona nasce a Bassano del Grappa (VI) nel ’57. Dopo aver vissuto in varie zone del Veneto, si trasferisce a Bologna negli anni’70, seguendo tutto il movimento artistico di quel periodo; dai fumetti di A. Pazienza e N. Corona, alla musica rock britannica e americana, a quella elettronica di stampo tedesco, al cinema d’avanguardia tedesco e francese, per approdare poi alla scoperta della fotografia internazionale seguendo corsi di approfondimento e di ricerca.

Scatto per non perdere l’attimo.
Esistono delle cose dentro ognuno di noi, che vanno messe a fuoco.
Esistono cose che ci circondano e che non vanno mai perse, attimi che possono cambiare il nostro futuro; ognuno di noi ha un’anima interiore che ci spinge verso quello che più ci piace o ci interessa.
Io uso la macchina fotografica come un prolungamento del mio braccio, la ritengo un contenitore enorme per catturare tutti quei momenti che mi appartengono.
Passato e futuro si uniscono fondendosi insieme e per caratterizzare l’anima degli scatti creo una “sensazione di fatica” nella ricerca dell’immagine mettendo in condizione l’osservatore, di ragionare e scoprire sé stesso dentro l’immagine.
Trovo interessante scattare senza pensare esattamente a quello che faccio; quando scatto il mio cuore muove un’emozione diversa, sento che la mia mente si unisce con estrema facilità al pulsante di scatto della mia macchina, non esito a cercare quel momento, non tardo un solo secondo per scattare senza riflettere.
Il mio mondo fotografico è principalmente in bianco e nero, il colore non lo vedo quasi più, la trasformazione cromatica è immediata.
Non esito: vedo e scatto!
La riflessione per quello scatto, si trova in mezzo tra il vedere e lo scattare senza esitare sul risultato finale, senza perdere tempo in quel momento.
Diventa immediato per me capire se quello che vedo e che intendo scattare può essere perfetto,
non trovo difficile esprimere quello che voglio, la macchina fotografica sono io.
Ogni scatto, ogni momento, ha qualche cosa di magico, so che posso trasmettere una riflessione quindi scatto senza cercare la perfezione estetica perché nella fotografia la foto perfetta non esiste, esiste solo la propria foto.
Works:
Fotografo e grafico: Mantra Informatico (cover CD), Elicoide (cover LP)
Fotografo ufficiale: Star for one day (Facebook). Artisti Loto (Facebook)
Fotografo ufficiale: Bowie Dreams, Immigrant Songs, Roynoir, Le Sciance, Miss Pineda.
Shooting: Federico Poggipollini, Roynoir, Heide Holton, Chiara Mogavedo, Gianni Venturi, Double Power big band, Progetto ELLE, Star for one day, Calicò Vintage.
Radio: Conduttore su LookUp radio di un contenitore artistico, con la presenza di artisti.
Fotografo ufficiale: John Wesley Hardyn (Bo), Reelin’and Rocking’ (Bo), Fantateatro (Bo), Nero Factory (Bo), Valsamoggia Jazz club (Bazzano), Friday Night blues (Bo), Voice club (Bo), Stones (Vignola), il Torrione (Fe), L’officina del gusto (Bo), Anzola jazz, Castelfranco Emilia blues, Bubano blues, Mercatino verde del mondo (Bo), L’Altro Spazio (Bo), Ramona D’Agui, Teatro del Pratello (Bo), P.I.P.P.U Domenico Lannutti, Insegui L’Arte (Badolato CZ), Artedate (Mi), Paratissima Expo (To), Teatro Nuovo e club Giovane Italia(Pr), Teatro Comunale e Dehon (Bo), Teatro delle Passioni (Mo).

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